Category Archives: Carnevale

>I’m back

Ho deciso che scrivo.

Devo scrivere.
Altrimenti mi areno in uno stato di apatia e mi trasformo in un’anima in pena dalla forza di volontà della consistenza di un budino  molle.
In fondo il blog è già stato terapeutico una volta, metti mai che funzioni anche stavolta.

>Io ooooodio Carnevale!!!

>

Lo ammetto, Carnevale non è mai stata una delle mie festività preferite. Diciamo che fino all’anno scorso mi lasciava del tutto indifferente, ci convivevo in modo sereno ma non mi sconvolgeva più di tanto. 
Ad essere del tutto sinceri ha guadagnato qualche punticino negli ultimi 3 anni, da quando cioè mi sono trasferita in Veneto. Un po’ favorito dal fatto che a Venezia si sente molto di più rispetto che in Piemonte e l’atmosfera di festa è decisamente palpabile.  Ma ciò che veramente me lo ha fatto apprezzare  è la quantità di specialità dolciarie che vengono prodotte in questo periodo e che, essendo io piuttosto golosa, ho scoperto e provato con somma gioia.
Fino a 20 giorni fa.
Adesso lo spirito con cui mi avvicino a questo periodo è uguale a quello del Grinch verso il Natale. Il mio umore è delicato e leggiadro come quello di un orco. La mia voglia di fare festa è facilmente traducibile con questo fumetto ->

Perchè? Perchè da 20 giorni sono a DIETA. E non per esclusivi scopi estetici che permetterebbero, ogni tanto, uno strappo alla regola. 
No! Sono a regime causa salute e quindi mi è stato bandito ogni tipo di dolce. Ogni tipo di fritto. Ogni tipo di alcolico. Ogni tipo di spritz. Ogni tipo di snack distruggi fegato. Insomma,  O-G-N-I!
Posso abusare invece di liquirizia, che io notoriamente ABORRO con ogni forza. Anzi, devo ingurgitarne almeno 6 caramelline al giorno per far sì che senza zuccheri la mia pressione non precipiti nell’oblio.
Unica consolazione è che, probabilmente, con questa dieta mi trasformerò in un guru dell’alimentazione sana (e quindi triste) e diventerò un’acciuga. Aggiungo un forse, perchè non si sa mai come il mio metabolismo possa prendere questo nuovo stile di vita.
Quindi è facilmente intuibile quale sia la mia sofferenza passando davanti ai negozi e vedendo quintali di frittelle, templi di galani, cattedrali di biscotti e chiacchiere. Il trionfo del colesterolo e quindi della felicità. 
In più, mai come quest’anno, qui in ufficio si moltiplicano in maniera esponenziale le occasioni per strafogarsi di prelibatezze dolciarie. Gli anni scorsi mai UNO, e sottolineo UNO,  che avesse portato uno straccio di dolcetto. I galani te li sognavi nei momenti di noia, con un sottile filino di bava all’angolo destro della bocca e una chiara intenzione ben impressa nella mente: “In pausa pranzo mangio di corsa e poi mi fiondo in quella panetteria vicino alla stazione dove li fanno squisiti. Altrochè!!”. Le frittelle erano un miraggio lontano e, in ogni caso, da non condividere con nessuno. Mai!!
Quest’anno invece entri in azienda e devi fare lo slalom tra cumuli di chiacchiere spolverate di delicato zucchero vanigliato. Vai in bagno e incappi in un golosissimo piatto stracolmo di frittelle che ti viene gentilmente offerto da una collega che proprio quel giorno fa il compleanno. Scendi al piano di sotto per fare due fotocopie e gente che non ti ha mai calcolato prima ti offre meraviglie culinarie da far impallidire il fegato già solo a sentirne il profumo. Non c’è scampo, la resistenza è DURISSIMA. Solo i migliori sopravviveranno.
Questa mattina abbiamo raggiunto l’apice. Il capo entra in ufficio con un cabaret di pasticcini giganteschi e, per di più, prodotti nella pasticceria migliore della città. Ahimè io devo farmi da parte e mestamente, occhio basso e da madonnina infilzata, replico “Grazie, devono essere buonissimi ma non posso”. Una scena strappalacrime da oscar  (peccato che il mio malumore sia del tutto reale).
I pasticcini vengono consumati in silenzio, quasi sbrigativamente per non causarmi troppo dolore. Tutti cercano frasi di circostanza per depistare l’attenzione da quelle paste e non farmi pesare il fatto che non le posso mangiare. 
TUTTI TRANNE UNO. 
Uno che, appena masticato il primo boccone, esplode con un’esclamazione di giubilo e dice “Oddio, ma che buone!!!!!!!Caspita sono decisamente stre-pi-to-se!!!” 
Silenzio imbarazzato. Io maschero il mio disappunto meglio di un giocatore di poker incallito.
Rincara la dose “No, ma veramente!!Dov’è che le hai prese? Da xxx? Eh beh, per forza che sono così buone, quella è la pasticceria migliore che c’è!!”
 
Silenzio inframmezzato da commenti del tipo “Eh, certo che oggi fa proprio freddino. Pare che pioverà il week end, nevvero?”. La mia maschera di indifferenza e adamantio comincia a incrinarsi.
Nuovo commento “Ma la tua cos’aveva dentro? Cacchio, la mia era e-n-o-r-m-e!! Cioè, era una bomba!!Cioccolato, poi una panna così leggera…. mmmmmmmm, da sbregarsi!!”
Tossettina di circostanza dei presenti, commenti sagaci su un pennuto che volteggia nel cielo bigio di febbraio. La mia maschera di indifferenza e adamantio è polverizzata. Inizio a produrre elettricità e fulmini da più parti del corpo.
Ulteriore esclamazione: “Mmmmmmm, peccato che sia già finita!!! Cavolo, una delle paste più buone io abbia mangiato!!”
Io non resisto più – penso – adesso lo mando a cagare. Poi rifletto ed esclamo “GRAZIE xxx, con i tuoi puntuali commenti sulla qualità di queste prelibatezze è come se le avessi mangiate anche io . Davvero molto gentile da parte tua!”
L’importante è dimostrare calma, dignità e classe. E la mia espressione non tradiva alcun accenno di risentimento e rabbia ->
Ricordarsi sempre… calma, dignità e classe…. e si sa che io sono maestra in tali circostanze………………………….
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