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>Porta del colore – Itinerario a Venezia (lontano dai soliti schemi)

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Domenica scorsa il cielo sembrava di smalto, non faceva nè caldo nè freddo e spirava un’adorabile brezza che urlava a gran voce “primavera”.
Quale momento migliore, quindi, per fare una bella passeggiata a Venezia? Bisogna dire infatti che la città diventa molto calda d’estate, mentre d’inverno è freddissima, molto spesso con nebbia. Questa stagione perciò rappresenta il  periodo giusto per gironzolare tra canali e calle, camminando senza meta alla ricerca dei segreti che Venezia sa svelare a chi ha voglia di seguire i percorsi meno battuti.
Questa volta noi abbiamo sfruttato gli itinerari proposti da una guida 
davvero interessante, che prende spunto dai racconti di Corto Maltese.
L’itinerario che abbiamo scelto è quello della “Porta del Colore” che parte dalle Gallerie dell’Accademia per arrivare fino all’isola della Giudecca. Avendo iniziato la camminata alle 15 non abbiamo potuto terminare l’intero percorso proposto dalla guida e, dopo la Chiesa della Salute, abbiamo proseguito per Riva degli Schiavoni senza spostarci sull’isola. E’ bene tener presente, infatti, che se si intende percorrere uno di questi itinerari è preferibile cominciare la camminata al mattino, così da aver tutta la giornata a disposizione. 3 ore infatti non bastano, calcolando anche gli spostamenti in vaporetto.
Il punto di partenza*, come detto, sono le Gallerie dell’Accademia con il grande ponte in legno dal quale si può osservare una delle viste più belle sul Canal Grande e su Venezia.

Ponte dell’Accademia

 
Vista dal ponte dell’Accademia

Le Gallerie dell’Accademia occupano la Sede della Scuola Grande di Santa Maria della Carità e ospitano la più grande collezione di dipinti veneziani e veneti dal Trecento al Rinascimento; una ottima occasione quindi per poter ammirare, tra gli altri, il Giorgione, Canaletto, Tiepolo e il Tintoretto.

Da qui si prende a destra passando accanto al ponte e poi nuovamente a destra fino alla seconda calle a sinistra che si chiama Calle Nova S. Agnese. Attraversandola si incontra a destra la Piscina Venier e di fronte una casa con una Madonna sulla facciata

Casa con la Madonna

che ricorda che lì ebbe inizio nel 1630 la terribile epidemia di peste.
Si prosegue fino al fondo della Calle fino ad arrivare al ponte e a Campo San Vio. Si imbocca poi Calle della Chiesa e, proseguendo per le Fondamenta dei Leoni, si passa accanto alla casa dove abitò  Peggy Guggenheim trasformata in museo dopo la sua morte. Si tratta di una struttura architettonica mozza interrotta al primo piano e caratterizzata da un bellissimo giardino e dal piccolo cimitero dei cani, accanto ai quali è sepolta anche lei.
Dopo questa sosta si prosegue per il ponte di San Cristoforo alle spalle del quale si trova il palazzo quattrocentesco Ca’ Dario che purtroppo non ho potuto fotografare perchè era mascherato da impalcature :(

In seguito si incontra il Campiello Barbaro e  girando prima a sinistra e poi a destra, si passa il Ponte San 
Portone di Campiello S. Gregorio
Gregorio sul Rio della Fornace per poi continuare fino a Campo San Gregorio, incrociando sulla sinistra la Calle del Traghetto. 
 

Si prosegue attraverso il Sottoportico dell’Abbazia fino a raggiungere
 il ponte omonimo con la chiesa di San Gregorio che si specchia nel Rio della Salute.

Sottoportico dell’Abbazia

A questo punto si è giunti al grandioso tempio di Baldassarre Longhena dedicato alla Madonna della Salute dove, anticamente, sorgeva un monastero ed una chiesa dedicata alla S.S. Trinità che furono donati dalla Serenissima all’Ordine dei Cavalieri Teutonici nel 1256, in segno di riconoscenza per l’aiuto ricevuto da questi contro i genovesi.

Madonna della Salute

La chiesa, di una imponenza straordinaria, sorge su una scalinata di 16 scalini e la sua cupola, entrando in laguna dal mare, funge da spartiacque tra il Canale della Giudecca e il Canal Grande. Da qui si gode una magnifica vista sul bacino di San Marco e sull’ultimo tratto del Canal Grande, nonchè sul Palazzo Contarini-Fasan, conosciuto sopratutto come “La casa di Desdemona”, la sfortunata moglie di Otello.

Bacino di San Marco

Casa di Desdemona

Superando la Chiesa si arriva all’estrema punta (Punta della Dogana) dalla quale si ha una delle più belle viste di Venezia. Attualmente si può trovare anche la statua del bambino che tiene in mano una rana, collocata da

François Pinault al momento dell’inaugurazione del museo che si trova proprio qui. Alzando gli occhi al cielo, invece, si può ammirare la palla d’oro retta da 2 atlanti sulle quali si libra la Fortuna che indica la direzione del vento.

A questo punto si gira attorno alla punta e si prosegue sulle Fondamenta accanto al Canale della Giudecca, dove ancora una volta la vista è meravigliosa.

Costeggiando gli antichi magazzini del sale si attraversa il ponte di Ca’ Balà, scoprendo porte abbandonate contornate dall’edera e la casa dove abitò per 50 anni il poeta Ezra Pound.


Si prosegue fino alla Scuola dello Spirito Santo dove si deve imboccare Calle della Scuola e,
Lo strettissimo Rio Terà

successivamente, Calle del Monastero fino a Rio Terà S. Vio.  Da qui si gira a sinistra passando accanto alla Corte Vecia, giungendo fino
all’angolo dove in alto si può vedere una croce grigliata sopra una mezzaluna di origine bizantina (VI secolo).

Si prende quindi a sinistra per Ramo I° degli Incurabili,
riconoscibile dalla scultura del Cristo Risorto posto sotto ad una conchiglia e risalente al 1681.

Attraversando diagonalmente il piccolo campiello si arriva a quello Drio agli Incurabili, dopodichè si imbocca la calle che costeggia l’ex Ospedale degli Incurabili fino a raggiungere Fondamenta delle Zattere. A questo punto noi abbiamo proseguito per Riva degli Schiavoni, fino a svoltare in Rio San Trovaso dove si incontra lo Squero, uno degli ultimi cantieri dove si costruiscono e riparano le gondole.

Questo risale al seicento ed ha una struttura molto particolare: è fatto interamente in legno e assomiglia ad una casetta di montagna, rendendolo davvero curioso nel panorama di Venezia.
 Proseguendo per il Rio,

normalmente molto tranquillo, si possono ammirare lanterne come questa

e palazzi dalle torrette medievaleggianti.

Per concludere la nostra passeggiata, infine, due curiosità: il campanile decollato (mozzato) in Campo Santa Margherita e la Chiesa di San Barnaba che compare nel film “Indiana Jones e l’ultima Crociata”.

Campanile decollato
Chiesa di San Barnaba

(La passeggiata, raccontata così, può sembrare corta ma vi assicuro che non è affatto così. Qui sotto ho messo il dettaglio di Google Maps, così da dare una visione d’insieme del percorso).

* per arrivare alle Gallerie con il vaporetto, prendere la linea 1

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