Category Archives: Utrecht

>Volti d’Olanda – Photo post

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Ieri è arrivata finalmente la Gianduiotta’s Family. La Regina Madre ha preso possesso dei fornelli e ha fissato un rigido schedule di lavori di casa e menù turistici. Il tempo per scrivere sul blog si è visibilmente ridotto, ma vi lascio un photo post che raccoglie tutti i volti d’Olanda che ho rubato durante il soggiorno ad Amsterdam e Utrecht.
Buona domenica!
Ocio alle scarpe abbinate con le cuffie
Ganza la signora con le All Star gialle!!
Relax appollaiati su un ponte
Non ho capito se è una nuova forma di ginnastica o un modo alternativo per slogarsi qualche osso
Giocoliere davanti alla Oude Kerk
Dopo aver visto queste due ragazze, ho capito che potevo comprarmi una giacca lilla senza farmi troppi scrupoli
Sguardi inquietanti
Sguardi amichevoli
Una partita a scacchi per le strade di Amsterdam
Succo di frutta intonato ai collant
Amici ad Utrecht
Amici ad Utrecht # 2
Buffi riflessi (e buffe scarpe)
Abbigliamento d’agosto
Un clochard a Utrecht
Tenendo su un lampione…
Amici ad Utrecht # 3
Impermeabile a pois a spasso per Utrecht

>11 agosto 2011 – Utrecht: ovvero di come ti aspetti di visitare una città graziosa e scopri che invece …

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Dopo 2 giorni di full immersion ad Amsterdam, Lady Piemontesina e Baffetto decidono di allargare il loro già fitto Gran Tour estivo e di scollinare ad Utrecht. Sulla Lonely Planet hanno letto un piccolo trafiletto in merito che li ha incuriositi assai e, complice un collegamento ferroviario comodissimo e velocissimo (30 minuti), partono alla volta della piccola cittadina olandese nella speranza che il tempo sia clemente.
Il primo impatto una volta usciti dalla stazione (modernissima e stracolma di negozi) è piuttosto cauto e di scarso entusiasmo. Utrecht sembra infatti una città soprattutto industriale e per certi versi grigia e un po’ triste.
Ma basta proseguire per pochi minuti lungo una delle strade che, dalla stazione, portano in centro per rimanere a bocca aperta. Utrecht è una di quelle cittadine dove il tempo sembra essersi fermato, piccola ma assolutamente splendida.
Prima tappa della passeggiata è l’Oude Gracht, ossia il canale vecchio, che da subito conquista la Pestifera.  Qui, a differenza di Amsterdam, il canale è ad un livello più basso rispetto alla strada ed è percorribile grazie a due sponde, lungo le quali sorgono ristoranti, teatri o  bar.
Vi si accede tramite delle scalette che dalla strada scendono alle rive e, passeggiando, si scoprono degli scorci che sono una vera sorpresa.
Ugualmente bello è il lungo canale, incorniciato da casette dalle facciate tutte diverse e punteggiato dalle onnipresenti bici di ogni forma e colore. 
Capita anche di trovare un edificio piccolino dalle pareti stortissime, che ha subito suscitato nella gianduiotta l’immagine di una casetta inclinata dalla forza del vento (o di un plum-cake lievitato male).
Intanto il tempo è già cambiato tre volte nel giro di mezz’ora: prima nuvolo e grigissimo, poi piovoso e poi finalmente soleggiato. E Utrecht con il sole diventa ancora più stupenda!
Proseguendo il tour, i due viaggiatori percorrono le piccole vie del centro ricche di negozietti e scampano nuovamente alla pioggia, riparandosi stando ben adesi alle facciate delle case. 
Grazie a queste piccole soste e al fatto di puntare il naso all’insù nella speranza di vedere squarci tra le nubi, riescono a scorgere particolari che magari sarebbero sfuggiti. Come ad esempio questa bellissima facciata di mattoni rossi e dalle scritte dorate. 
Sfortunatamente però la pioggia non desiste e, anzi, diventa sempre più fitta. Indomiti e impermeabili, Baffetto e Pestifera si avventurano sotto il diluvio e percorrono l’altro ramo dell’Oude Gracht diretti verso la Domtoren. Questa è la parte più stretta e decisamente più viva del canale, sulla  quale incombe il profilo della torre e su cui si affacciano numerosi bistrot e piccoli locali.

Il colpo d’occhio è meraviglioso, anche con il cielo grigio. E si capisce subito perché nelle giornate limpide, dalla cima della torre si riesca a scorgere anche Amsterdam: la Domtoren è, infatti, l’edificio più alto dei Paesi Bassi: 112 mt di altezza.
Ma non è questa l’unica particolarità! Nel 1674, infatti, una violentissima tempesta abbattè la parte appena costruita del Duomo, lasciando in piedi soltanto la torre e la parte vecchia, in stile gotico fiorito. Non fu mai ricostruita e, unica testimonianza, sono i muri mozzi che partono dalla sua base.
Proprio dietro alla torre, quando il portale è aperto, si può visitare un piccolissimo ma bellissimo chiostro, vegliato dai gargoyles e da una fontana torreggiata da un piccolo scribano, intento a scrivere. L’atmosfera è magica e vale davvero la pena fare una sosta, seduti sotto il porticato! 
 
Si è pero fatta ora di pranzo e, dopo un panino veloce, la gianduiotta e Baffetto visitano prima la Sainkt Pieterskerk, di stile romanico e, successivamente, riposano i piedi a toast prendendosi un cappuccino al bar del chiostro. (Età media degli avventori: 85 anni)
Sainkt Pieterkerk dall’alto
Ma finalmente arrivano le 15, ora della visita guidata che gli farà scoprire tutti gli arcani misteri della Domtoren e, non da ultimo, li porterà in cima alla torre!
Grazie alla guida, i due scalatori provetti scoprono che gli scalini che dovranno percorrere prima di arrivare alla vetta sono ben 465, conditi però da alcune soste che permettono di riprendere fiato.
La prima tappa è la cappella privata del Vescovo di Utrecht che si trova al primo piano e che, si raggiunge tramite una prima scalinata piuttosto agevole e larga. Attualmente viene usata per celebrare i matrimoni  ed è una stanza piuttosto grande, caratterizzata da ampi finestroni con vetrate viola e che dà l’idea di tutta l’imponenza della struttura: i muri infatti sono spessi 4 metri.
Al secondo piano, invece, si arriva tramite il proseguimento della scala a chiocciola che si fa più stretta e (ad essere proprio sinceri) un po’ claustrofobica. Si trattava di un avamposto di guardia, grazie all’ottima visuale sul territorio circostante ed oggi ospita una piccola riproduzione del Duomo e un piccolo carillon, versione minuscola rispetto a quello effettivamente ospitato dalla torre.
Il terzo piano è invece interamente occupato da 14 campane, del peso di 32000 kg, che vengono azionate da quello che è il più grande carillon europeo. La pestifera, che già aveva scoperto l’esistenza di tale “strumento”grazie al film “Giù al nord”, ne è rimasta ulteriormente affascinata vedendolo dal vivo e ha da subito adorato il melodiosissimo suono che questo produce.
Dovete sapere che le campane del carillon vengono azionate tramite una specie di tastiera fatta di “pomelli” che vengono colpiti con il pugno dal carillonista. http://www.campanologia.org/pag/Carillon.htm#
Questo carillon suona 4 volte ogni ora e con 4 melodie diverse. Ciò permette agli abitanti del paese e delle zone limitrofe di sapere automaticamente che ora sia, senza dover ricorrere all’orologio.
Inoltre ogni venerdì e  sabato, dalle 12.30 alle 13.30, il carillonista può decidere quale melodia suonare, sia essa musica classica o musica moderna. E’ capitato infatti di sentire anche canzoni dei Bee Gees e addirittura qualcuna dei Metallica. Inutile dire che la pestifera si è morsa le mani per non essere capitata lì in quei giorni!
Tappa conclusiva (e massacrante) è la cima della torre, che si raggiunge con gli ultimi maledettissimi scalini. La scala a chiocciola qui si fa ancora più stretta (è scavata all’interno di un pilastro) e il passaggio è consentito ad una persona a malapena.
Il panorama che si gode dalla vetta è meraviglioso, anche se la Pestifera lo ha ammirato ben poco causa vertigini. Inoltre bisogna dire che il tempo sempre più cupo ha un po’ guastato la vista e i due scalatori hanno fatto appena in tempo a scattare qualche foto, prima che si scatenasse un vero e proprio diluvio.
La parte del Duomo rimasta in piedi. Si vede in modo netto dove iniziava il muro della navata crollata e, a destra, il chiostro.

Una volta discesi a terra non  resta quindi che prendere la via della stazione, visto che il tempo non accenna a migliorare. Peccato perchè Utrecht meritava sicuramente una visita più approfondita e qualche giorno in più.
Tornano perciò ad Amsterdam: ultima sera, è tempo di prepare la valigia per spostarsi a Copenhagen! 

>Bici bici bici! Un altro punto di vista sull’Olanda – photo post

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Mi sono resa conto di aver fotografato veramente tante bici ad Amsterdam e Utrecht. E allora ho pensato di dedicarci un post fotografico, per dare un altro punto di vista al diario di viaggio di queste vacanze estive :)
Ecco qui una carrellata a due ruote!
Bici in sosta nel red light district
Bici famigliare parcheggiata vicino all’Oudeschans – ecco il pratico porta bimbi sul davanti!
Quando si dice “extreme parking”
Parcheggio veloce
Parcheggio ordinato
Bici coloratissime ad Utrecht
Bici appoggiate alla Domtoren di Utrecht
Bici colorate a Utrecht 2
Parcheggio veloce 2
Bici dorata ad Utrecht
Ancora Utrecht
Vicoletto di Utrecht

>Andando ad Amsterdam (e Utrecht) ho notato che:

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a)      il tempo cambia ogni 5 minuti circa e dimagrisci già solo per il fatto di toglierti e metterti continuamente la felpa
b)      le ragazze olandesi sono bellissime e non se la tirano affatto, anzi! Se gli sorridi, ricambiano con un sorriso aperto o addirittura ti sorridono per prime. E, diciamocelo, che una ragazza sorrida ad un’altra non è proprio scontatissimo dalle nostre parti.
c)      Gli olandesi sono ALTI. Fottutamente alti. E noi siamo bassi in confronto. Fottutamente bassi.
d)      Non importa quanto uno possa parlare bene l’inglese, sarà comunque taggato subito come italiano. Sarà per l’abbigliamento? Mah…
e)      Sui tram bisogna validare la tessera dei trasporti facendo sia il check-in, che il check-out
f)        Sottovalutare il venticello che spira ad Amsterdam è sbagliato e molto controproducente
g)      Partire per il nord credendo alle medie stagionali della temperatura lette su una guida turistica (anche se aggiornata a pochi mesi fa)  è sbagliato e controproducente.
h)      Il concetto di estate è puramente legato al calendario. Quindi partire per il nord Europa pensando che la loro “estività” equivalga, più o meno circa, alla nostra è maledettamente sbagliato e controproducente.
i)        Dormire col piumone in agosto fa veramente strano, ma è fichissimo!
j)        Uno dei colori preferiti nell’abbigliamento sembra essere il rosso, che si tratti di scarpe, collant o cappotti.
k)      Si può percorrere i canali di Amsterdam in pedalò: ditemi se non è una citta avanti!!!
l)        Ci sono biciclette ovunque: allacciate ai pali, appoggiate alle case, pericolosamente in bilico oltre i parapetti dei ponti, abbandonate per terra in mezzo alla strada.
m)    Ci sono biciclette di ogni tipo, con collane di fiori che ti salutano dai cestini, da corsa oppure vecchie e decrepite, nere o multicolor, con sellini super ergonomici o molto semplici.
n)      Camminare, anche solo per 3 secondi, su una pista ciclabile non è affatto una buona idea
o)      Anche ad Utrecht esiste un gondoliere
p)      Io non sono fatta per salire sulle torri panoramiche et similia: arrivo in cima sulla terrazza panoramica e poi, quando mi rendo conto dell’altezza a cui sono, divento verde a pallini blu e rimango adesa alle pareti come una patella allo scoglio. Ergo: salire 850mila scalini su una scala a chiocciola larga un braccio per godere di una vista strepitosa e poi, una volta in cima, non guardare nemmeno un secondo di sotto non ha alcun senso.
q)      Utrecht è meravigliosa, un vero gioiello
r)       Il suono dei carillon delle chiese olandesi è delizioso!
s)       E’ sempre buona norma attraversare la strada o le piste ciclabili molto (e ripeto, MOLTO) velocemente. Le bici tendono a ignorare il passante che si palesa nel loro cammino e non accennano a frenare.
t)        Le barche-casa (o case-barche, come preferite) che abitano i canali di Amsterdam sono assolutamente, decisamente, maledettamente meravigliose!
u)      Il dittongo “ui” si legge “ai”, la “v” si legge “f” come in tedesco, la “g” si legge “k” e il “gh” si legge “ch” (aspirato). Ne consegue che: Rembrandt Huis si legge Rembrandt Hais e Vincent Van Gogh si legge Finsent Fan Kochhhhh. (Sembrano cazzabubbole, ma sbagliare anche solo una vocale può portare a fatali errori. E noi ne sappiamo qualcosa!)
v)      I pancake sono buoni ma peeeeeeesanti
w)    I cibi pronti che si trovano nei supermercatini sono magicamente buoni
x)      In Olanda producono succhi di frutta dai gusti futuristici, ma superlativi. Tipo fragola basilico! (Giuro che era basilico!). Strepitoso! Oppure arancia kiwi prezzemolo. Geni!
y)      Quando in Olanda c’è il sole sembra proprio di stare in quadro ad olio fiammingo
z)     Amsterdam è la patria ideale per i miei capelli. Può piovere, fare vento, esserci nebbia ma i miei capelli restano sempre lucenti e, soprattutto, DRITTI. Ecco, se abitassi là potrei dire addio alla piastra :D    Ho ufficialmente eletto Amsterdam “capitale europea frangia friendly” :D
Vogliano lorsignori e lorsignore perdonare l’assenza di immagini, ma la qui scrivente deve ancora riversare gli 8 GB di foto dalla schedina all’hard disk. Shame on me.
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