Category Archives: autunno

>Scampoli d’autunno # 7: profumo di torta di mele alla cannella

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E’ una domenica di lavori domestici e di fornelli. Una domenica che avrei preferito spendere fuori, in gita, a goderci i colori autunnali in questa bellissima giornata di sole.  E invece non tutti i fine settimana riescono con il buco e bisogna tirar fuori il buono da quello che si ha. 
Tipo preparare una torta con uno dei miei ingredienti preferiti: la cannella. E solleticare l’umore e le narici con il suo profumo, unito a quello della torta di mele :)  
Perchè per me l’autunno è anche in questa spezia, così inebriante e pungente. Sempre pronta a ricordarmi un caminetto acceso, una tazza di succo di mela fumante e un rosso imbrunire fuori dalla finestra. 

Ingredienti:
125 gr di burro
250 gr di farina manitoba
150 ml di latte
1 bustina di lievito vaniliato
2 limoni (la scorza)
600 gr di mele da tagliare a fettine sottili
3 uova
1 pizzico di sale
125 gr di zucchero semolato
2-3 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaino di cannella in polvere

Fase 1

Dopo aver tagliato a cubetti il burro e averlo fatto ammorbidire in una ciotola, aggiungere lo zucchero semolato e sbattere il tutto fino a creare un composto spumoso e chiaro. Dopodichè aggiungere le uova e amalgamare il tutto, avendo cura di non creare grumi.
Fase 2
Mescolare la farina con il lievito e aggiungerla lentamente al composto. Poichè l’impasto tende a diventare molto sodo, aggiungere di tanto in tanto il latte per diluirlo e infine la scorza dei limoni gratugiata e un cucchiaino di cannella in polvere.
Fase 3
Trasferire l’impasto in una teglia precedentemente imburrata, livellandolo con una spatola. Quindi  inserire le fettine di mele, partendo dal diametro più esterno e, una volta completato, creare un ulteriore cerchio più interno. Spargere lo zucchero di canna sulle mele, in modo che si caramelli durante la cottura e quindi infornare a 180 gradi con forno statico per 50-60 minuti.
Piuttosto semplice come ricetta, vero?
Buona domenica! ^__^

>Scampoli d’autunno # ho perso il conto :D

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Un’altra cosa che mi piace un sacco dell’autunno, è che quando tutto sembra grigio e freddo la natura riesce sempre a stupirti con colori che sembrano ritoccati con Photoskiop.
Vittorio Veneto – fine settembre 2011
Colori vividi e sgargianti che partono da rametti scuri che sembrano quasi secchi.
Striature di tonalità che spiccano in una giornata nebbiosa per farti capire che, no, non ti sei svegliata in una bottiglia di latte.
E poi, ovviamente, l’autunno lo amo perchè è la stagione in cui faccio l’albero di Natale. 
Ma questo ve lo racconto domani perchè, sì, io l’albero lo addobbo con un po’ di anticipo rispetto alla tradizione ;-) D’altronde 1 mese per godersi lucine e palline natalizie è troppo poco.
Buona domenica da un Veneto nebbiosissimo e freddissimo! :)

>Scampoli d’autunno # 4 – Pancakes!

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Uno dei tanti effetti che l’autunno ha su Lady Tisica è che risveglia bruscamente e irrimediabilmente la sua indole da cuoca della domenica. Quando non è impegnata a sognare nuovi aggeggi tecnologici o a rimbalzare da un luogo all’altro del Veneto, alla pestifera scatta una rotella nella sua piccola scatola cranica che urla prepotentemente:
Cucinare!!
               
            Cucinare!!
                                      Cucinare!!
Impossibile astenersi, figuriamoci farla desistere! Resta solo da capire quale diavoleria pasticcera si farà venire in mente ancora una volta e abbandonarla poi in cucina per le successive 2-3 ore.
Oggi, nel caso non si fosse capito, è suonato nuovamente l’orologio biologico a forma di bignè. E in cosa si è cimentata la tisica stavolta? Nei Pancakes, siore e siori!
Come le è venuta quest’idea? Si dà il caso che qualche giorno fa la gianduiotta parlasse con la carinissima Marica [di cui, se ancora non lo conosceste, vi consiglio caldamente il blog (anche se a dire il vero ne ha più di uno, ma intanto vi metto il link di quello con cui l'ho conosciuta, poi a voi scoprire gli altri :D )] e che tra una riga e l’altra di e-mail emergesse una passione in comune: ‘sti benedetti pancakes, appunto. Tra uno scambio di ricette, riflessioni, dubbi e perplessità alla pestifera è venuta la voglia di rifarli e, cercando un po’ qui e un po’ là, ha trovato un’ulteriore ricetta a cui ha apportato un paio di modifiche.
Ingredienti:
300 gr di farina
3 dl di latte parzialmente scremato
1 bustina di lievito
2 uova
2 cucchiai di zucchero
20 gr di burro fuso
1 cucchiaino di cannella (variante aggiunta per dargli un pizzico di sapore in più, dato che era sprovvista di sciroppo d’acero)
Preparazione:
Mettere in una ciotola dai bordi alti la farina e aggiungere il latte a filo, mentre si mescola accuratamente con un cucchiaio. Quando il composto ha una consistenza omogenea aggiungere le due uova e iniziare ad amalgamare il tutto con la frusta elettrica. Infine versare il lievito, il burro fuso, la cannella e continuare a mescolare finchè dal composto non scompaiono tutti i grumi. 
Far riposare il tutto per 30 minuti.
Prendere una padella antiaderente dai bordi alti e del diametro di 15 cm, aggiungere pochissimo burro necessario ad ungere il fondo e poi versare con un mestolino un po’ di composto, in misura da coprire interamente il fondo della padella. Far cuocere finchè sulla parte superiore del pancakes non iniziano a crearsi delle bollicine e poi, aiutandosi con una spatola, girarlo e farlo cuocere dalla parte ancora cruda. (Circa un minuto per parte, in modo che diventino belli gonfi).
Proseguire quindi fino ad esaurimento del composto e poi disporli, impilati, su un piatto con l’aggiunta, se lo si desidera, di sciroppo d’acero (o marmellata di frutti di bosco, come alternativa).
E’ importante non mettere troppo burro nella padella, perchè altrimenti il composto diventa troppo unto e liquido e diventa pressochè impossibile girare i pancakes senza romperli.
Chissà se la pestifera vi ha stimolato l’appetito… nel caso voleste ingannare l’attesa prima di cena, ecco qua altri scampoli d’autunno: la prima neve (della stagione) non si scorda mai!
Buona domenica! ^__^

>Scampoli d’autunno # 3 – La prima neve (della stagione) non si scorda mai!

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** Ringrazio tutti per l’affetto e la cura dimostratami nel dirmi di riguardarmi, visto che ero malata e sono andata in montagna. In realtà questa gita risale al week end del 21-23 ottobre, quando la mia faringite era ancora solo un mal di gola e non credevo mi sarebbe venuta la febbre :D

Se c’è qualcuno che ancora avanza dubbi sul fatto che alla Pestifera piaccia la neve, beh si faccia avanti o taccia per sempre.
Fugate le ultime incertezze, sappiate che quest’anno la suddetta (che da oggi chiameremo Tisica, in virtù della tosse lasciatale in eredità dalla faringite) ha battuto il suo record personale di calpestamento neve e ne va gran tronfia!
Quand’era ancora a Torino, la prima data utile in cui vedere gli amati fiocchi volteggiare dal cielo era (ad essere fortunati) la metà di novembre. Qui nelle nebbiose lande venete l’asse temporale si era spostato verso la metà di dicembre.
Ma quest’anno la vostra tossicchiante piemontese ha battuto ogni pronostico e ha potuto saltellare allegra e felice sul delicato e algido manto già il 21 di ottobre.
A Tisica non pareva vero di avere tutta quella neve bianca e luccicante tutta per sè. Non sembrava possibile di respirare l’aria cristallina e pungente di montagna così prestamente! Non credeva probabile che ci fosse già così tanta sofficità in cui tuffarsi ad appena un mese dall’inizio dell’autunno.

E invece…
Invece per tre giorni non ha fatto altro che emettere gridolini e prodursi in contenutissime esultanze di felicità. 
Abbiamo qui una diapositiva del contegno tenuto dalla Piemontese—> 
Non ha fatto altro che cercare ogni piccolo angolo di neve ancora intatta per poterla calpestare lei per prima (abitudine che, d’altronde, ha da quando era un’infante).
E ovviamente non ha fatto altro che fotografare ogni millimetro quadro di fioccosità, nella speranza di immortalare in una macro i cristalli di neve.

Che dire di più? La prima neve della stagione non si scorda mai e difficilmente la pestifera potrà dimenticare tutti i paesaggi meravigliosi visti lo scorso week end.
Ha persino preso una funivia che l’ha portata a 2700 mt (altro record personale), senza contare il laghetto ghiacciato dove, per un attimo, ha creduto di essere stata catapultata in un puzzle Ravensburger.
Tutto questo però avrà un post a parte, perchè da raccontare c’è veramente troppo! 
Nel contempo, qualora vi steste chiedendo: “Ma venerdì scorso la pestifera non aveva già mal di gola??”, sappiate che la risposta è “Eccome!!”. Ma secondo voi la vostra gianduiotta poteva forse soccombere alla sfiga e perdersi tutto sto ben di Dio di fine settimana?? No, appunto… 
…e poi l’aria di montagna fa bene, tant’è che la febbre le è venuta al ritorno! Ma non ditelo a nessuno, ssssttt… ;-)
Il cielo in un ghiacciolo

>Scampoli d’autunno # 2 – Lady P. nei boschi

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Se c’è una cosa che la pestifera adora fare in autunno, beh questa è passeggiare nei boschi, in special modo la mattina.
“Che roba banale!”, potrebbe pensare qualcuno. “Si può fare in qualunque stagione dell’anno!”, potreste obiettare.
Sì, vero, ma in autunno la temperatura è quella giusta, non ci sono le zanzare e la gianduiotta rimbalza da un albero all’altro, emozionandosi per ogni piccola cosa ed esclamando, ogni tre secondi: “Nooo, guarda qui!!Che carino!!”.
In teoria, essendo nata in una città pedemontana, queste cose avrebbe dovuto farle già moooolto tempo fa. E invece, quando ancora abitava a Torino, la famiglia gianduiotta si recava tra i monti dove le caprette ti fanno ciao solo in funzione sciistica e, una volta chiuse le piste, terminavano anche le trasferte montane.
Ora che abita in Veneto, invece, ogni cosa è una scoperta. Tutto è nuovo, da vedere. E  ogni fine settimana un’occasione per esplorare posti nuovi.
Le piccolezze per cui la pestifera si è emozionata durante l’ultimo week end? Beh, senza dubbio i funghi, trovati di tante piccole specie e andati a scovare sotto i pini, i rametti secchi o abbarbicati alle cortecce.

Bosco vicino al Lago di S. Colomba – 16 ottobre 2011

 Chissà quali fossero velenosi e quelli no, di sicuro erano tutti buoni da fotografare.

Bosco vicino al Lago di S. Colomba – 16 ottobre 2011
Bosco vicino al Lago di S. Colomba – 16 ottobre 2011

Un ramo di bacche rosse che splendevano come rubini sotto i raggi del sole.

Bosco vicino al Lago di S. Colomba – 16 ottobre 2011

Il sole del mattino che filtra attraverso gli altissimi abeti
Bosco vicino al Lago di S. Colomba – 16 ottobre 2011

E le radici coperte di muschio che si estendono sotto gli abeti a formare un unico abbraccio.

Bosco vicino al Lago di S. Colomba – 16 ottobre 2011
Al momento la pestifera non vede l’ora che arrivi stasera, quando partirà per un’altra gita in montagna. Cosa vedrà? Cosa la emozionerà? Inutile dire che spera tanto di trovare la prima neve, chè tutto sommato sono già troppi mesi che non la vede e inizia a sentirne la mancanza :)

>Di cambi di stagione negli armadi e di censimenti

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Che l’autunno sia arrivato, l’hanno capito anche i comodini. E come ad ogni passaggio dalla stagione calda alla stagione freddda (e viceversa), puntuale come la morte è giunto quest’anno il piacevolissimo momento del cambio di stagione negli armadi.
Tra le 4765 cose che la Pestifera annovera come “più odiate” spunta anche questa gioiosa incombenza, che lei affronta con spiccata originalità e con il suo tipico gusto per il pastrocchio.
Ad aggiungersi alla sua naturale incapacità a gestire questo tipo di bazzecole, ci si mette anche quel  burlone del tempo. Non è detto, infatti, che se al 10 di ottobre la minima tocca gli 8 gradi, cinque giorni dopo la situazione sia ancora la stessa. Potrebbe esserci un ritorno di estate che renderebbe assai gradevole stare con il maglione dolcevita con 25 gradi all’ombra.
Bisogna anche dire che, tutto sommato, questo cruciale centrifugamento di vestiti risulta utile per scavare negli strati archeologici dei cassetti della gianduiotta. E’ normale infatti che, tra uno spostamento e l’altro, la si senta esclamare “Toh, guarda dov’era finito questo!! Erano due anni che non lo trovavo!!”. 
Ma non crediate che sia tutto un happy ending. Malgrado questi insperati ricongiungimenti, ad ogni cambio si contano numerosi dispersi che nemmeno i più famosi can da trifule  (cani da tartufo) riuscirebbero a scovare.
Detto questo, la pestifera normalmente effettua il cambio di stagione seguendo due tattiche principali:
  • La prima, denominata “P come Pigro”, punta a procrastinare il fatidico evento il più possibile. Generalmente la gianduiotta, onde rassicurare sé stessa del suo operato, si racconta storie del tipo: “Massì, tanto oggi fa freddo/caldo ma dopodomani vedrai che si rialza/riabbassa la temperatura”; “Massì, ma figurati se le previsioni ci azzeccano!” e cose simili.
  • La seconda, denominata “Tattica Lampo”, è frutto di raptus incontrollabili che scattano, generalmente, allo scoccare del passaggio di stagione. Onde evitare di doverci pensare troppo, la gianduiotta coglie l’attimo e cambia tutto lo scambiabile in tempi quasi da record. Non importa che sia il 21 settembre ma il caldo sia decisamente estivo, né che sia il 21 marzo e che i ghiaccioli pendano ancora delle finestre. Lei  cambia, cambia, cambia!
Quest’anno, manco a dirlo, la tattica prescelta è la prima, perché ci sono millanta cose infinitamente più belle/interessanti/divertenti/emozionanti da fare piuttosto che perdere tempo con armadi e passaggi vari.
Una di queste (so che non ve lo aspettereste nemmeno in un milione di anni) è il censimento, che la pestifera ha accolto con gaiezza e tripudio.
Vi vedo increduli, mi rendo conto del coup de theatre.
Non sa nemmeno lei bene il perché, ma vedere tutte quelle caselline da riempire le mette allegria. Un sacco di domande ridicole a cui rispondere, colori rossi o verdi da seguire, dettagli del tutto inutili della propria vita da comunicare… Forse  le caselline le ricordano la settimana enigmistica, ecco perché le piacciono tanto!
Manciate di Quesiti della Susy su quanti condizionatori si hanno in casa; tracobbetti per capire se il 9 ottobre uno ospitava a casa pericolosi boss della mafia russa; sicuramente a guardare bene ci sarà anche un rebus per censire se la popolazione italiana preferisce la posizione del cavatappi tibetano o quella dell’elicottero svedese.
Eh sì, stasera la pestifera arriverà a casa e depennerà tutto il depennabile. Un po’ le dispiace che non ci sia anche la famosa vignetta  “Unisci i puntini dall’1 al 345678”, avrebbe potuto fare cose egregie. Pazienza.
Sappiate che se, dopo questo post pensate che la piemontese sia sempre più svalvolata, avete tutte le ragioni.
Buon lunedì a tutti! ^__^

>Siccome oggi nessuno parlerà dell’autunno, questo blog si distinguerà e parlerà de… l’autunno!

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Aceri sull’isola di Miyajima – Giappone
E insomma l’autunno è arrivato. 
E arrivato e ha mandato via a calci nel sedere l’estate che, francamente, si era presa ben più spazi del necessario.
A Venezia il termometro è passato dai 28 gradi di giovedì, ai 15 di ieri. E la Pestifera, che ormai è diventata atea in fatto di meteorologia, l’ha accolto con calma, dignità e classe. Sopratutto si è preparata adeguatamente all’evento, come nel suo stile migliore. 
Nonostante il meteo pronosticasse piogge torrenziali e  bruschi abbassamenti della temperatura, lei non ci ha creduto ed è uscita per andare al lavoro vestita di una magliettina a maniche corte e un leggero pullover + un paio di Tiger di tela.
Sì, l’ombrello lo aveva. Va bene sprovveduta, ma non fino a questo punto! Più che altro, bagnarsi sarebbe stato fuori discussione se no bye bye frangetta, benvenuto cannolo!
L’autunno è arrivato e Lady P. è entrata nella tipica frenesia che la colpisce ogni anno in questo periodo. Bisogna intagliare le zucche per farne lanterne per Halloween (mica perchè le frega di Halloween, ma solo perchè si diverte un casino ad impastrocciarsi di zucca fin nei capelli). Bisogna organizzare gite per godere dei colori dell’autunno. Bisogna pensare all’albero di Natale. Sì, la Pestifera a quest’epoca pensa già all’albero, va bene? Mr. Slim, il suo fido abete made of real plastegon verdone scuro, già fa fremere gli aghetti dalla felicità! 
L’anno scorso lo ha addobbato il 15 novembre….
Vi state domandando perchè si chiami Mr Slim? Dovete sapere che, nel lontano dicembre 2008, Lady P. e Baffetto si apprestavano a trascorrere il loro primo Natale nella nuova casa. Trascorrerlo senza albero era fuori discussione e la pestifera riuscì a convinvere il paziente consorte ad acquistarne uno. Lei sperava in un abete di dimensioni modeste: 2,50 mt di altezza per 1,50 mt di ampiezza. Baffetto propendeva per un albero ridicolmente minuscolo: 1 mt di altezza per mezzo di ampiezza.
Alla fine delle contrattazioni, la pestifera riuscì a strappare il famoso Mr Slim: alto 1,80 mt ma maaaaaaaagro anoressico: 1 mt di ampiezza. 
Alberità a parte, a Lady P. è scattata anche la sveglia biologica in fatto di pasticceria: bisogna preparare gli omini di pan di zenzero! Si ricomincia con le torte di cannella! Ci manca solo che scenda in giardino ad aspettare il grande cocomero (sì, è cresciuta a pane e Peanuts) e l’avete persa completamente.
Nel frattempo i Gianduiotti Senior preparano le valigie per tornare a Torino, lasciando all’adorata pargola e all’adoratissimo genero un carico di derrate alimentari di tutto rispetto: marmellata di pesche fatta dalla Regina Madre di persona personalmente; marmellata di fichi acquistata nell’amata Corsica; provviste surgelate che dureranno fino a Natale, quando ritorneranno nel ridente Veneto.
Non solo! La maratona di lavori di casa attuata in queste due settimane ha portato vetri lucenti, tende sofficissime, pavimenti che a Mastro Lindo fanno un baffo. Al piano di cottura scende già la lacrimuccia, non è mai stato coccolato tanto come dall’arrivo della Regina Madre.
Insomma, la pestifera in questo periodo dà il meglio (o il peggio, a seconda dei gusti) di sè. E si appresta a festeggiare il primo anniversario del blog, che laughing and joking, a fine mese compirà un anno :-)
Nel frattempo buon primo sabato di autunno ^__^
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