Category Archives: Venice weekly Photo

>Oh no, un altro blog!!

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Eh già, siori e siore, pare io ci abbia preso gusto.
Ad appena pochi giorni dal primo anniversario di questo blog, ho deciso di crearne un altro.
Da una costola de Le bizzarre avventure di Nega nasce infatti 

ovvero un blog esclusivamente dedicato alla rubrica del martedì che ho iniziato qui qualche settimana fa.
I motivi per cui ho preferito attuare questa separazione? Beh, ho pensato che fosse più simpatico lasciare questo blog per il mio sproloquiare quotidiano e crearne uno apposito dove dare spazio solo alle mie foto di Venezia e al loro racconto. In più, su Venice Weekly Photo, ho aggiunto anche la spiegazione in inglese, nella speranza che possa essere utile e interessante anche all’estero :)
Ad essere sinceri avevo programmato di fare questa presentazione lunedì, poi causa influenza ho dovuto rimandare. Nel frattempo ne ho approfittato per fare le ultime sistemazioni dal punto di vista estetico ( e provare ulteriori 50 templates per trovare quello più adatto).
I post continueranno ad essere pubblicati ogni martedì, così come avveniva qui. Per questa settimana, dato che l’appuntamento è saltato, ho pubblicato il nuovo articolo oggi. Protagonista? L’orologio astronomico di Piazza San Marco!
Che ne pensate? Verrete a trovarmi? :)

>Venice weekly photo

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Scala Contarini del Bovolo
Celata all’interno di una piccola corte al termine di una stretta calle, laterale al Campo Manin, svetta singolare e silenziosa la Scala Contarini del Bovolo. È uno degli esempi veneziani più particolari e rilevanti del passaggio  dallo stile gotico, tanto caro alla città, a quello rinascimentale. 
Alla fine del ’400, Pietro Contarini fece aggiungere al suo palazzo in architettura tardo gotica un nuovo elemento, per caratterizzare e rendere più elegante la facciata interna del palazzo, rivolta su un piccolo cortile. 
Il termine bovolo, che in dialetto veneziano significa chiocciola, deriva proprio dalla forma data alla scala che si snoda all’interno di una torre cilindrica, traforata da archetti. 
La transizione da uno stile all’altro si ritrova nel contrasto tra la struttura, che ricorda i modelli delle torri scalari bizantine e il ricordo delle facciate colonnari aperte dei palazzi di fine Quattrocento.
La salita della Scala si conclude con un belvedere a cupola dal quale si può ammirare uno splendido ed inconsueto panorama su Venezia. Protagonisti: i tetti, i campanili, le cupole di San Marco, e una visuale completa sull’intera città.

>La nuova rubrica del martedì: Venice weekly photo

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Siccome Venezia è una citta piena di spunti e io sono costantemente a zonzo con la mia adorata Nikon, ho pensato di creare questa nuova rubrica con la quale pubblicherò, a cadenza settimanale, una foto della città.  Vi presenterò cose note e cose più particolari, sempre con una piccola spiegazione del soggetto. Insomma, sarà un po’ come portarvi a spasso con me per le calli.
Apro questa rubrica con lo Squero di San Trovaso, ossia uno dei più famosi e antichi squeri veneziani. Situato nell’omonimo Rio, è uno degli ultimi ancora in funzione anche se le sue attività nel tempo sono mutate. Inizialmente lo Squero era il cantiere dove si costruivano e riparavano le imbarcazioni a remi tipiche veneziane; oggi invece vi vengono solo più prodotte e riparate le gondole. Il nome deriva dalla parola “squara” (ossia l’attrezzo adoperato per costruire le imbarcazioni) e l’edificio è caratterizzato da una forma assai particolare rispetto all’architettura veneziana. E’ costruito infatti come una casa di montagna e ciò era dovuto alle origini alpine e alla fantasia degli Squeraioli, ossia i maestri d’ascia.
Lo squero è caratterizzato da un piano inclinato verso il canale o il rio per la messa a secco e il varo delle barche. Alle spalle del piano, recintato su due lati, è presente una costruzione in legno coperta e aperta verso il piano di varo, detta tesa. La tesa costituisce allo stesso tempo la zona di lavoro vera e propria, al riparo dalle intemperie, e il deposito degli attrezzi. Tipicamente, le abitazioni contigue o, dove presente, il piano superiore dello squero fungono anche da abitazione del proprietario o del capomastro.
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