Category Archives: passo Giau

Guardare il tramonto e la luna che sorge a -15°C

photo

Prima che il Big Snow ricoprisse il Nord Italia di un soffice (e piuttosto spesso) manto bianco, la mitica Compagnia della Montagna (aka Pestifera, Baffetto and Marco) ha deciso di trascorrere un week end tra i monti con la ferma intenzione di fare una sovrumana scorpacciata di neve.

>Il sabato della montagna: Selva di Cadore, Passo Giau (anche in notturna!), Pocol e Lago di Misurina

>

Il sabato della Compagnia della Marmotta è iniziato sotto i migliori auspici. Cielo tersissimo, atmosfera limpida (e gelida) e risveglio con la vista della Marmolada dalla finestra.

Poi colazione a base di torta fatta in casa e brioche, preparata dalla simpaticissima Sara del Garnì Ongaro.

Il piano della giornata prevedeva inizialmente la salita sulla Marmolada ma il vento forte ha fatto desistere i tre amici che hanno pensato non fosse proprio divertentissimo ballare la rumba sul vagoncino della funivia. Si sono così mossi inizialmente a salutare il Passo Giau dove però il vento era altrettanto forte e dove hanno resistito pochi minuti, prima di perdere definitivamente l’uso della mani. Hanno però fatto in tempo a vedere gli snow kyters in azione (il che vi dà una vaga idea di quanto vento ci fosse) e di  gustarsi il panorama in un’atmosfera limpidissima.

Dopo il Passo Giau si sono spostati verso il ben noto Passo Falzarego

e da qui si sono diretti verso il Rifugio Valparola per rifocillarsi con un lauto pranzo a base di polenta e soppressa, nonché tagliatelle al ragù. Ben zavorrati si sono quindi diretti verso Pocol,  dove la pestifera ha trovato il modo di affezionarsi all’ennesimo esserino peloso a quattro zampe. Poteva forse essere altrimenti??

Dentro al Sacrario Militare

Cortina dall’alto

Da lì si sono spostati verso il Lago di Misurina, al quale non si nega mai una visita.

La gianduiotta ha così potuto vedere il lago sotto una veste nuova, ossia completamente invisibile sotto una coltre di neve e ghiaccio. E ha provato l’insolita ebrezza di camminare “sulle acque” nella speranza che il ghiaccio non si rompesse facendole fare un simpatico tuffo rigenerante.

Guarda di qua e fotografa di là, il tempo è volato e i tre pinguini si sono ritrovati all’imbrunire, sempre più centrifugati dal vento.

L’idea iniziale era di andare a Lienz e fare un giro nella simpatica cittadina austriaca, ma il timore di trovare al ritorno in  tarda serata il Passo Giau ghiacciato li ha fatti desistere.

Hanno scollinato brevemente a Sillian, giusto in tempo per vedere lungo la strada San Candido illuminata a presepe, e poi sono ritornati verso il Garnì. Hanno però ancora fatto una breve sosta al Giau dove sono rimasti letteralmente a bocca aperta osservando il cielo. La totale assenza di luci, infatti, rendeva visibili una miriade di stelle: uno spettacolo davvero pazzesco.
Di cotanta meraviglia ci rimane un’immagine scattata da Baffetto, posizionando la macchina fotografica con il mini cavalletto sul tettuccio dell’auto. 

Anche la pestifera ci ha provato, ma aveva così freddo che il tremore delle mani ha prodotto una bellissima immagine mossa.
Idem con patate il tentativo di fotografare Cortina illuminata. Guardate che capolavoro! Potremmo intitolarla “Stelle filanti”.
Un capolavoro, neh??
Ad esperimenti finiti i tre amici si sono quindi diretti verso Selva di Cadore, dove terminare la giornata tra pizza e chiacchiere. L’indomani li attendeva la Marmolada, ma questo ve l’ho già raccontato : )

>Selva di Cadore, Passo Giau, Passo Falzarego, Rifugio Lagazuoi e… molto altro!

>

Giusto in tempo prima di essere colpita e affondata dalla faringite, Tisica ha potuto battere il suo record personale di calpestamento neve.

Ma questo lo sapevate già.
Quello che ancora non vi è stato raccontato, è il dove e il come. E allora ecco qui una fotosintesi (ma non clorofilliana)!
Perintanto i vostri due eroi sono partiti il venerdì sera in compagnia del carissimo Marco e, dopo una serie inenarrabile di curve (con tanto di avvistamento di gruppo di cerbiatti che brucavano indisturbati a lato strada), sono arrivati in quel di Selva di Cadore.
L’indomani mattina sveglia presto e, dopo lauta colazione a base di torta fatta in casa e cappuccino, si sono diretti di buon’ora verso il meraviglioso Passo Giau, dove non c’erano altri che loro.

Un silenzio meraviglioso,  cielo azzurro, termometro a -6 e neve neve neve. Che altro si potrebbe chiedere di più?

Qui la pestifera si è stappata i polmoni a forza di respirare aria limpida e cristallina e ha censito praticamente ogni singolo ghiacciolo presente nei paraggi.

Dopo aver ammirato cotanto ben di Dio, la seconda tappa è stata il Passo Falzarego dove c’è una spettacolarissima funivia che, da quota 2100 mt, porta a 2700 mt al Rifugio Lagazuoi.

Da lissù la vista è da lasciare senza fiato: montagne a perdita d’occhio, casette che sembrano briciole sparse su verdi tappeti, una pace dalla quale è difficile separarsi.

La salita in funivia dura poco meno di 4 minuti, il biglietto non è proprio economicissimo (13,50 €/cad) ma ne vale davvero la pena.
Tra le montagne che fanno da sipario capita anche, guardando verso il basso, di scorgere un laghetto ghiacciato che ha tutta l’aria di essere un paesaggio da fiaba. Sarebbe un rimorso troppo grande non andare a vederlo da vicino, vero?

I nostri eroi si spostano quindi di poche curve, fino ad arrivare al bellissimo (e golosissimo) Rifugio Passo Valparola. Qui, dopo essersi rimpinzati di pietanze succulente e deliziose, si avventurano per il sentierino semi ghiacciato fino ad arrivare alle rive del laghetto. Un vero spettacolo!

Panni stesi al Rifugio :)

Il pomeriggio è ancora giovane e la tappa seguente è il bellissimo Castello di Andraz. Risalente al 1100, svetta  silenzioso e un po’ rovinoso tra pini con l’abitino autunnale e ruscelli ghiacciati.

Oltre a loro tre, solo la neve e il cielo blu. Di più davvero non si potrebbe chiedere!

Ritornando verso Selva di Cadore, vale la pena fermarsi a Livinallongo dove i tre montanari fanno l’incontro ravvicinato di due simpatici quadrupedi. Un gattone grigio e un cerbiatto, in gita nell’orto di una casa.

Dopo cotante meraviglie il sole inizia a calare e la Compagnia dei Giovani Esploratori fa ritorno alla base. Le membra sono quasi stanche, lo stomaco richiede attenzioni. Si conclude una giornata che ha arricchito di cose meravigliose gli occhi e il cuore.

>Scampoli d’autunno # 3 – La prima neve (della stagione) non si scorda mai!

>

** Ringrazio tutti per l’affetto e la cura dimostratami nel dirmi di riguardarmi, visto che ero malata e sono andata in montagna. In realtà questa gita risale al week end del 21-23 ottobre, quando la mia faringite era ancora solo un mal di gola e non credevo mi sarebbe venuta la febbre :D

Se c’è qualcuno che ancora avanza dubbi sul fatto che alla Pestifera piaccia la neve, beh si faccia avanti o taccia per sempre.
Fugate le ultime incertezze, sappiate che quest’anno la suddetta (che da oggi chiameremo Tisica, in virtù della tosse lasciatale in eredità dalla faringite) ha battuto il suo record personale di calpestamento neve e ne va gran tronfia!
Quand’era ancora a Torino, la prima data utile in cui vedere gli amati fiocchi volteggiare dal cielo era (ad essere fortunati) la metà di novembre. Qui nelle nebbiose lande venete l’asse temporale si era spostato verso la metà di dicembre.
Ma quest’anno la vostra tossicchiante piemontese ha battuto ogni pronostico e ha potuto saltellare allegra e felice sul delicato e algido manto già il 21 di ottobre.
A Tisica non pareva vero di avere tutta quella neve bianca e luccicante tutta per sè. Non sembrava possibile di respirare l’aria cristallina e pungente di montagna così prestamente! Non credeva probabile che ci fosse già così tanta sofficità in cui tuffarsi ad appena un mese dall’inizio dell’autunno.

E invece…
Invece per tre giorni non ha fatto altro che emettere gridolini e prodursi in contenutissime esultanze di felicità. 
Abbiamo qui una diapositiva del contegno tenuto dalla Piemontese—> 
Non ha fatto altro che cercare ogni piccolo angolo di neve ancora intatta per poterla calpestare lei per prima (abitudine che, d’altronde, ha da quando era un’infante).
E ovviamente non ha fatto altro che fotografare ogni millimetro quadro di fioccosità, nella speranza di immortalare in una macro i cristalli di neve.

Che dire di più? La prima neve della stagione non si scorda mai e difficilmente la pestifera potrà dimenticare tutti i paesaggi meravigliosi visti lo scorso week end.
Ha persino preso una funivia che l’ha portata a 2700 mt (altro record personale), senza contare il laghetto ghiacciato dove, per un attimo, ha creduto di essere stata catapultata in un puzzle Ravensburger.
Tutto questo però avrà un post a parte, perchè da raccontare c’è veramente troppo! 
Nel contempo, qualora vi steste chiedendo: “Ma venerdì scorso la pestifera non aveva già mal di gola??”, sappiate che la risposta è “Eccome!!”. Ma secondo voi la vostra gianduiotta poteva forse soccombere alla sfiga e perdersi tutto sto ben di Dio di fine settimana?? No, appunto… 
…e poi l’aria di montagna fa bene, tant’è che la febbre le è venuta al ritorno! Ma non ditelo a nessuno, ssssttt… ;-)
Il cielo in un ghiacciolo

Follow

Get every new post on this blog delivered to your Inbox.

Join other followers: