Category Archives: Selva di Cadore

>Il sabato della montagna: Selva di Cadore, Passo Giau (anche in notturna!), Pocol e Lago di Misurina

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Il sabato della Compagnia della Marmotta è iniziato sotto i migliori auspici. Cielo tersissimo, atmosfera limpida (e gelida) e risveglio con la vista della Marmolada dalla finestra.

Poi colazione a base di torta fatta in casa e brioche, preparata dalla simpaticissima Sara del Garnì Ongaro.

Il piano della giornata prevedeva inizialmente la salita sulla Marmolada ma il vento forte ha fatto desistere i tre amici che hanno pensato non fosse proprio divertentissimo ballare la rumba sul vagoncino della funivia. Si sono così mossi inizialmente a salutare il Passo Giau dove però il vento era altrettanto forte e dove hanno resistito pochi minuti, prima di perdere definitivamente l’uso della mani. Hanno però fatto in tempo a vedere gli snow kyters in azione (il che vi dà una vaga idea di quanto vento ci fosse) e di  gustarsi il panorama in un’atmosfera limpidissima.

Dopo il Passo Giau si sono spostati verso il ben noto Passo Falzarego

e da qui si sono diretti verso il Rifugio Valparola per rifocillarsi con un lauto pranzo a base di polenta e soppressa, nonché tagliatelle al ragù. Ben zavorrati si sono quindi diretti verso Pocol,  dove la pestifera ha trovato il modo di affezionarsi all’ennesimo esserino peloso a quattro zampe. Poteva forse essere altrimenti??

Dentro al Sacrario Militare

Cortina dall’alto

Da lì si sono spostati verso il Lago di Misurina, al quale non si nega mai una visita.

La gianduiotta ha così potuto vedere il lago sotto una veste nuova, ossia completamente invisibile sotto una coltre di neve e ghiaccio. E ha provato l’insolita ebrezza di camminare “sulle acque” nella speranza che il ghiaccio non si rompesse facendole fare un simpatico tuffo rigenerante.

Guarda di qua e fotografa di là, il tempo è volato e i tre pinguini si sono ritrovati all’imbrunire, sempre più centrifugati dal vento.

L’idea iniziale era di andare a Lienz e fare un giro nella simpatica cittadina austriaca, ma il timore di trovare al ritorno in  tarda serata il Passo Giau ghiacciato li ha fatti desistere.

Hanno scollinato brevemente a Sillian, giusto in tempo per vedere lungo la strada San Candido illuminata a presepe, e poi sono ritornati verso il Garnì. Hanno però ancora fatto una breve sosta al Giau dove sono rimasti letteralmente a bocca aperta osservando il cielo. La totale assenza di luci, infatti, rendeva visibili una miriade di stelle: uno spettacolo davvero pazzesco.
Di cotanta meraviglia ci rimane un’immagine scattata da Baffetto, posizionando la macchina fotografica con il mini cavalletto sul tettuccio dell’auto. 

Anche la pestifera ci ha provato, ma aveva così freddo che il tremore delle mani ha prodotto una bellissima immagine mossa.
Idem con patate il tentativo di fotografare Cortina illuminata. Guardate che capolavoro! Potremmo intitolarla “Stelle filanti”.
Un capolavoro, neh??
Ad esperimenti finiti i tre amici si sono quindi diretti verso Selva di Cadore, dove terminare la giornata tra pizza e chiacchiere. L’indomani li attendeva la Marmolada, ma questo ve l’ho già raccontato : )

>Il week end in congelatore

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La vista dal Garnì Ongaro

Questo fine settimana la Compagnia della Marmotta si è riunita nuovamente per un’altra fantastica gita tra neve e montagne. La pestifera & Baffetto, insieme (ma soprattutto grazie) al mitico Marco, sono tornati in quel di Selva di Cadore, dalla quale hanno spiccato balzi degni del miglior camoscio tra laghi, cascate ghiacciate e funivie da cardiopalma.
Questa volta sono arrivati in alto, come mai prima d’ora. Si sono fatti centrifugare nel vento gelido a svariate quote. Hanno camminato sul lago innevato, come moderni David Crockett. Hanno ammirato cattedrali di ghiaccio sulle quali gli omini diventavano piccoli piccoli. E hanno trascorso 44 ore ad una temperatura massima di 5 gradi sottozero ed una minima di 20 sottozero.

Alla pestifera è mancato poco si staccasse il naso per il freddo e che un paio di dita andassero fuori uso. Ha così intelligentemente pensato di recarsi in un negozio di sport  per comprarsi quantomeno un paio di guanti seri (visto che il paranaso non lo hanno ancora inventato) e ne è uscita (molto meno intelligentemente) con un coprispalla. Come dite? I guanti? Ah no, quelli non li ha presi. Non ce n’era un paio della sua misura a pagarli oro.

I tre montanari hanno anche scoperto che andare alle 9 di mattina alla gastronomia del paese è un ottimo modo per iniziare la giornata ubriachi. Il simpatico proprietario li ha accolti con un bicchierino di liquore alle nocciole, per poi passare ad uno alla mela verde e finire con un amaro alle erbe. Se non lo avessero bloccato per tempo, gli avrebbe fatto assaggiare mezzo negozio con il risultato che non avrebbero più patito il freddo per il resto della giornata, ma sarebbero naufragati in un antipatico coma etilico.

Baffetto, infine, ha sfatato la sua resistenza al freddo con sommo coraggio e sprezzo del pericolo. Adesso alla pestifera, per ringraziarlo di cotanto sacrificio, toccheranno vacanze in forno per i prossimi dieci anni. Quindi aspettatevi solo più foto di mare e palme perché qui il bonus “gelo” è terminato.

Dove sono stati in tre pinguini? Eheheheh, lo saprete nei prossimi post! Vi do solo un indizio… d’ora in poi chiamate pure la pestifera Lady Marmolade…. (o anche Cuor di Leone, che se lo merita proprio…!!). Il resto lo vedrete tramite foto e lo leggerete in settimana.
Stay tuned!

>Selva di Cadore, Passo Giau, Passo Falzarego, Rifugio Lagazuoi e… molto altro!

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Giusto in tempo prima di essere colpita e affondata dalla faringite, Tisica ha potuto battere il suo record personale di calpestamento neve.

Ma questo lo sapevate già.
Quello che ancora non vi è stato raccontato, è il dove e il come. E allora ecco qui una fotosintesi (ma non clorofilliana)!
Perintanto i vostri due eroi sono partiti il venerdì sera in compagnia del carissimo Marco e, dopo una serie inenarrabile di curve (con tanto di avvistamento di gruppo di cerbiatti che brucavano indisturbati a lato strada), sono arrivati in quel di Selva di Cadore.
L’indomani mattina sveglia presto e, dopo lauta colazione a base di torta fatta in casa e cappuccino, si sono diretti di buon’ora verso il meraviglioso Passo Giau, dove non c’erano altri che loro.

Un silenzio meraviglioso,  cielo azzurro, termometro a -6 e neve neve neve. Che altro si potrebbe chiedere di più?

Qui la pestifera si è stappata i polmoni a forza di respirare aria limpida e cristallina e ha censito praticamente ogni singolo ghiacciolo presente nei paraggi.

Dopo aver ammirato cotanto ben di Dio, la seconda tappa è stata il Passo Falzarego dove c’è una spettacolarissima funivia che, da quota 2100 mt, porta a 2700 mt al Rifugio Lagazuoi.

Da lissù la vista è da lasciare senza fiato: montagne a perdita d’occhio, casette che sembrano briciole sparse su verdi tappeti, una pace dalla quale è difficile separarsi.

La salita in funivia dura poco meno di 4 minuti, il biglietto non è proprio economicissimo (13,50 €/cad) ma ne vale davvero la pena.
Tra le montagne che fanno da sipario capita anche, guardando verso il basso, di scorgere un laghetto ghiacciato che ha tutta l’aria di essere un paesaggio da fiaba. Sarebbe un rimorso troppo grande non andare a vederlo da vicino, vero?

I nostri eroi si spostano quindi di poche curve, fino ad arrivare al bellissimo (e golosissimo) Rifugio Passo Valparola. Qui, dopo essersi rimpinzati di pietanze succulente e deliziose, si avventurano per il sentierino semi ghiacciato fino ad arrivare alle rive del laghetto. Un vero spettacolo!

Panni stesi al Rifugio :)

Il pomeriggio è ancora giovane e la tappa seguente è il bellissimo Castello di Andraz. Risalente al 1100, svetta  silenzioso e un po’ rovinoso tra pini con l’abitino autunnale e ruscelli ghiacciati.

Oltre a loro tre, solo la neve e il cielo blu. Di più davvero non si potrebbe chiedere!

Ritornando verso Selva di Cadore, vale la pena fermarsi a Livinallongo dove i tre montanari fanno l’incontro ravvicinato di due simpatici quadrupedi. Un gattone grigio e un cerbiatto, in gita nell’orto di una casa.

Dopo cotante meraviglie il sole inizia a calare e la Compagnia dei Giovani Esploratori fa ritorno alla base. Le membra sono quasi stanche, lo stomaco richiede attenzioni. Si conclude una giornata che ha arricchito di cose meravigliose gli occhi e il cuore.

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