Category Archives: Gite

Guardare il tramonto e la luna che sorge a -15°C

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Prima che il Big Snow ricoprisse il Nord Italia di un soffice (e piuttosto spesso) manto bianco, la mitica Compagnia della Montagna (aka Pestifera, Baffetto and Marco) ha deciso di trascorrere un week end tra i monti con la ferma intenzione di fare una sovrumana scorpacciata di neve.

Domenica con tarantola

Non so se vi sia mai stato detto (in caso contrario comprendo perfettamente come siate sopravvissuti finora senza saperlo) ma la Pestifera ha sempre sofferto di aracnofobia. Non importa quanto grande fosse il ragno in oggetto, quanto peloso, quanto oscuro e malvagio: il solo pensiero di averne uno vicino le provocava seri contorcimenti budellari.

Scatti d’agosto

Vi vedo, miei cari lettori.

Spaparacchiati sotto l’ombrellone o a godervi il fresco su un’amaca in montagna.

Vi vedo e vi controllo. Tzè!

E siccome ho passato un mese senza scrivere una virgola, oggi vi propino un doppio post. Ma niente parole, questa volta vi lascio ad alcune foto scattate ad inizio mese tra le mie adorate Dolomiti.

Pasquettando in quel di Villa Contarini

Durante la permanenza della Regal Famiglia nel ridente (e piovosissimo) Veneto, le occasioni di portarli on tour sono state minime. Il meteo è stato a dir poco inclemente e i giorni sono passati perlopiù con gli occhi incollati alla finestra, nella speranza di veder spuntare un raggio di sole.

… comme la vache qui regarde passer les trains…

A Pasquetta, però, dopo un inizio di giornata decisamente bigio, il cielo si è improvvisamente rischiarato e la gianduiotta e Baffetto, coraggiosi e indomiti, hanno deciso di sfidare il tempo portando i due vacanzieri a Piazzola sul Brenta, in quel di Villa Contarini

Conquistando la terza vetta della stagione: il Pordoi!

Qualche tempo fa “La compagnia della montagna” si è riunita nuovamente, per un’altra entusiasmante due giorni tra i monti. Obiettivo della gita: conquistare la terza vetta della stagione, questa volta individuata nel Pordoi.Ma attenzione a non farvi fuorviare dal titolo! Come ben sapete la pestifera ha il fisico di un domatore di criceti e quindi l’ascesa alla vetta è avvenuta utilizzando la scorciatoia, ossia la funivia.

>Selva di Cadore, Passo Giau, Passo Falzarego, Rifugio Lagazuoi e… molto altro!

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Giusto in tempo prima di essere colpita e affondata dalla faringite, Tisica ha potuto battere il suo record personale di calpestamento neve.

Ma questo lo sapevate già.
Quello che ancora non vi è stato raccontato, è il dove e il come. E allora ecco qui una fotosintesi (ma non clorofilliana)!
Perintanto i vostri due eroi sono partiti il venerdì sera in compagnia del carissimo Marco e, dopo una serie inenarrabile di curve (con tanto di avvistamento di gruppo di cerbiatti che brucavano indisturbati a lato strada), sono arrivati in quel di Selva di Cadore.
L’indomani mattina sveglia presto e, dopo lauta colazione a base di torta fatta in casa e cappuccino, si sono diretti di buon’ora verso il meraviglioso Passo Giau, dove non c’erano altri che loro.

Un silenzio meraviglioso,  cielo azzurro, termometro a -6 e neve neve neve. Che altro si potrebbe chiedere di più?

Qui la pestifera si è stappata i polmoni a forza di respirare aria limpida e cristallina e ha censito praticamente ogni singolo ghiacciolo presente nei paraggi.

Dopo aver ammirato cotanto ben di Dio, la seconda tappa è stata il Passo Falzarego dove c’è una spettacolarissima funivia che, da quota 2100 mt, porta a 2700 mt al Rifugio Lagazuoi.

Da lissù la vista è da lasciare senza fiato: montagne a perdita d’occhio, casette che sembrano briciole sparse su verdi tappeti, una pace dalla quale è difficile separarsi.

La salita in funivia dura poco meno di 4 minuti, il biglietto non è proprio economicissimo (13,50 €/cad) ma ne vale davvero la pena.
Tra le montagne che fanno da sipario capita anche, guardando verso il basso, di scorgere un laghetto ghiacciato che ha tutta l’aria di essere un paesaggio da fiaba. Sarebbe un rimorso troppo grande non andare a vederlo da vicino, vero?

I nostri eroi si spostano quindi di poche curve, fino ad arrivare al bellissimo (e golosissimo) Rifugio Passo Valparola. Qui, dopo essersi rimpinzati di pietanze succulente e deliziose, si avventurano per il sentierino semi ghiacciato fino ad arrivare alle rive del laghetto. Un vero spettacolo!

Panni stesi al Rifugio :)

Il pomeriggio è ancora giovane e la tappa seguente è il bellissimo Castello di Andraz. Risalente al 1100, svetta  silenzioso e un po’ rovinoso tra pini con l’abitino autunnale e ruscelli ghiacciati.

Oltre a loro tre, solo la neve e il cielo blu. Di più davvero non si potrebbe chiedere!

Ritornando verso Selva di Cadore, vale la pena fermarsi a Livinallongo dove i tre montanari fanno l’incontro ravvicinato di due simpatici quadrupedi. Un gattone grigio e un cerbiatto, in gita nell’orto di una casa.

Dopo cotante meraviglie il sole inizia a calare e la Compagnia dei Giovani Esploratori fa ritorno alla base. Le membra sono quasi stanche, lo stomaco richiede attenzioni. Si conclude una giornata che ha arricchito di cose meravigliose gli occhi e il cuore.

>Metti un mercoledì qualunque a spasso per Bassano del Grappa

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Beh,  proprio qualunque forse no. Diciamo un mercoledì di inizio autunno che però pare ancora estate. Un tempo secco come non capitava da tempo e un cielo che pare di smalto. Una gita infrasettimanale, che non mi regalavo da troppo.
Bassano è una di quelle piccole città in cui è più bello camminare a naso in su, certi di trovare qualche sorpresa che appagherà la vista.

L’architettura è elegante, a tratti leziosa. E poterla visitare quando per strada c’è poca (pochissima) gente è un privilegio a cui è difficile rinunciare.

Arrivando dalla stazione la prima piazza che si incontra è la piccola Piazza Garibaldi, contorniata da un lato dalla Chiesa di San Francesco e sorvegliata dall’alto dalla Torre Civica.

Al suo centro spicca la Fontana Bonaguro, costruita a fine ottocento per celebrare la costruzione dell’acquedotto e così chiamata dal nome del sindaco che ne volle la realizzazione.

Poi si scivola verso Piazza della Libertà, con la bianca Chiesa di San Giovanni Battista e il Museo Civico, con le sue bianche meridiane a spiccare contro il cielo blu.

E ancora la minuscola Piazza Montevecchio dalla quale si raggiunge, in un breve rincorrersi di viuzze, il famoso Ponte degli Alpini.

Bassano snocciola piazze, come perle di una collana.

Il Ponte Vecchio da un lato…
… e dall’altro

 Il panorama che si apre dal ponte sembra un quadro ad acquerello, con il sole che acuisce i colori delle case sugli argini e sembra far colare, da un immaginario pennello, il loro riflesso nel Brenta.
Da un lato il Monte Grappa e i salici che solleticano l’acqua con i loro rami;

dall’altro le facciate delle case che recano ancora i segni della guerra contro gli austriaci.

Fare una passeggiata lungo gli argini è rilassante e c’è chi ruba gli ultimi caldi raggi di sole, per farne scorta per l’inverno.

Il Ponte è maestoso e vigila, ben solido sulle sue zampe, il fiume.

E poi si cattura un po’ d’ombra sotto i portici e nelle viuzze, per rinfrescarsi dal sole che segna 30 gradi.

E si cercano gli ultimi scatti della giornata, intrappolando nel mirino piccoli scorci che rendono la schedina di memoria più pesante e l’occhio più soddisfatto.

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