Category Archives: Venezia

Hanging around in Venice # 1

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Domenica 17 febbraio – ore 14.03

Pestifera & Baffetto bighellonano per Venezia, seguendo gli itinerari di Corto Maltese.

La temperatura è perfetta per una delle loro classiche camminate spaccagambe tra ponti e callette, alla ricerca di angoli poco turistici ma molto particolari. Come contorno, una brezza tesa e frizzantina ricorda loro di non fare troppo gli spavaldi: il sole tiepido fa pensare alla primavera, ma siamo ancora in tutto e per tutto in inverno.

Questo è quello che vedono dalle Fondamenta dell’Arsenale, guardando verso Riva degli Schiavoni.

Il Ponte San Biasio delle Catene, barbagli di luce e garriti di gabbiani.

>I’m back

Ho deciso che scrivo.

Devo scrivere.
Altrimenti mi areno in uno stato di apatia e mi trasformo in un’anima in pena dalla forza di volontà della consistenza di un budino  molle.
In fondo il blog è già stato terapeutico una volta, metti mai che funzioni anche stavolta.

>Oh no, un altro blog!!

>

Eh già, siori e siore, pare io ci abbia preso gusto.
Ad appena pochi giorni dal primo anniversario di questo blog, ho deciso di crearne un altro.
Da una costola de Le bizzarre avventure di Nega nasce infatti 

ovvero un blog esclusivamente dedicato alla rubrica del martedì che ho iniziato qui qualche settimana fa.
I motivi per cui ho preferito attuare questa separazione? Beh, ho pensato che fosse più simpatico lasciare questo blog per il mio sproloquiare quotidiano e crearne uno apposito dove dare spazio solo alle mie foto di Venezia e al loro racconto. In più, su Venice Weekly Photo, ho aggiunto anche la spiegazione in inglese, nella speranza che possa essere utile e interessante anche all’estero :)
Ad essere sinceri avevo programmato di fare questa presentazione lunedì, poi causa influenza ho dovuto rimandare. Nel frattempo ne ho approfittato per fare le ultime sistemazioni dal punto di vista estetico ( e provare ulteriori 50 templates per trovare quello più adatto).
I post continueranno ad essere pubblicati ogni martedì, così come avveniva qui. Per questa settimana, dato che l’appuntamento è saltato, ho pubblicato il nuovo articolo oggi. Protagonista? L’orologio astronomico di Piazza San Marco!
Che ne pensate? Verrete a trovarmi? :)

>Venice weekly photo

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Scala Contarini del Bovolo
Celata all’interno di una piccola corte al termine di una stretta calle, laterale al Campo Manin, svetta singolare e silenziosa la Scala Contarini del Bovolo. È uno degli esempi veneziani più particolari e rilevanti del passaggio  dallo stile gotico, tanto caro alla città, a quello rinascimentale. 
Alla fine del ’400, Pietro Contarini fece aggiungere al suo palazzo in architettura tardo gotica un nuovo elemento, per caratterizzare e rendere più elegante la facciata interna del palazzo, rivolta su un piccolo cortile. 
Il termine bovolo, che in dialetto veneziano significa chiocciola, deriva proprio dalla forma data alla scala che si snoda all’interno di una torre cilindrica, traforata da archetti. 
La transizione da uno stile all’altro si ritrova nel contrasto tra la struttura, che ricorda i modelli delle torri scalari bizantine e il ricordo delle facciate colonnari aperte dei palazzi di fine Quattrocento.
La salita della Scala si conclude con un belvedere a cupola dal quale si può ammirare uno splendido ed inconsueto panorama su Venezia. Protagonisti: i tetti, i campanili, le cupole di San Marco, e una visuale completa sull’intera città.

>La nuova rubrica del martedì: Venice weekly photo

>

Siccome Venezia è una citta piena di spunti e io sono costantemente a zonzo con la mia adorata Nikon, ho pensato di creare questa nuova rubrica con la quale pubblicherò, a cadenza settimanale, una foto della città.  Vi presenterò cose note e cose più particolari, sempre con una piccola spiegazione del soggetto. Insomma, sarà un po’ come portarvi a spasso con me per le calli.
Apro questa rubrica con lo Squero di San Trovaso, ossia uno dei più famosi e antichi squeri veneziani. Situato nell’omonimo Rio, è uno degli ultimi ancora in funzione anche se le sue attività nel tempo sono mutate. Inizialmente lo Squero era il cantiere dove si costruivano e riparavano le imbarcazioni a remi tipiche veneziane; oggi invece vi vengono solo più prodotte e riparate le gondole. Il nome deriva dalla parola “squara” (ossia l’attrezzo adoperato per costruire le imbarcazioni) e l’edificio è caratterizzato da una forma assai particolare rispetto all’architettura veneziana. E’ costruito infatti come una casa di montagna e ciò era dovuto alle origini alpine e alla fantasia degli Squeraioli, ossia i maestri d’ascia.
Lo squero è caratterizzato da un piano inclinato verso il canale o il rio per la messa a secco e il varo delle barche. Alle spalle del piano, recintato su due lati, è presente una costruzione in legno coperta e aperta verso il piano di varo, detta tesa. La tesa costituisce allo stesso tempo la zona di lavoro vera e propria, al riparo dalle intemperie, e il deposito degli attrezzi. Tipicamente, le abitazioni contigue o, dove presente, il piano superiore dello squero fungono anche da abitazione del proprietario o del capomastro.

>Lavorare a Venezia non ha prezzo

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Lavorare a Venezia non ha prezzo. Perchè? Ve lo spiego subito:

a) sei sul treno, devi ancora capire chi sei e cosa fai nella vita (nonostante tu ti sia svegliato 1h e mezza prima) ma per un attimo riesci a carpire tutta la poesia del mattino guardando dal finestrino il profilo di Venezia in controluce. Una sinfonia di campanili che svettano tra case più o meno alte. E più in là il profilo di Murano, mentre il mare scintilla di riflessi.
b) ogni mattina, sempre alla stessa ora, vedi passare una barca con un cagnolino a prua che, tutto impettito, scruta il mare davanti a sè, prima di scomparire tra i canali
c) se sei fortunato (a me è capitato una volta sola) vedi 6 cigni in fila che nuotano elegantemente, paralleli al Ponte della Libertà. E vi assicuro che è una cosa veramente rara 
d) mentre ti appresti a percorrere il Ponte di Calatrava e sei mezzo addormentato, una nave da crociera decide che è il momento di salpare e, senza pensarci due volte, suona lungamente per tre volte la sirena. Primo effetto: perdo 10 anni di vita in un nanosecondo. Secondo effetto: immancabilmente mi viene in mente la canzone di Francesco Salvi “C’è da spostare una macchina. E’ un diesel!!”
e) mentre ti appresti a percorrere il Ponte di Calatrava e sei mezzo addormentato, finisci in un gregge di turisti americani che vanno alla velocità di una lumaca con i reumatismi e trasportano al seguito trolley grandi quanto l’isola di Malta, occupando l’intera superficie del ponte. Inutile spazientirsi: con quelle zavorre cederanno prima loro e il gruppone compatto si sgretolerà in tanti microrganismi sudaticci e sbuffanti, lasciando strada agli indigeni sempre di corsa.
f) in pausa pranzo passeggi per il Canal Grande e ti senti fortunata. E se ti va, ti porti un panino e ti siedi su una banchina, mentre il sole ti cuoce a puntino.
g) mentre zompetti sui ponti di turno, succede spesso che qualche turista ti fermi e ti chieda informazioni. E così capita anche che una famiglia ti chieda innocentemente ” Scusi, mi saprebbe indicare il parcheggio più vicino a Piazza San Marco?” 
E lì per lì sei divisa tra due istinti: lasciar spazio alla peste che è in te e lasciargli credere che c’è un parcheggio multipiano proprio a fianco di Palazzo Ducale oppure provare comprensione e spiegargli con calma che no, a Venezia non si circola con le auto ma si va solo a piedini. E che no, nemmeno Batman o l’Ispettore Gadget ce l’hanno fatta. Sì, in effetti quattro badòla ci hanno provato ma purtroppo per loro è finita male :D

>Porta del colore – Itinerario a Venezia (lontano dai soliti schemi)

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Domenica scorsa il cielo sembrava di smalto, non faceva nè caldo nè freddo e spirava un’adorabile brezza che urlava a gran voce “primavera”.
Quale momento migliore, quindi, per fare una bella passeggiata a Venezia? Bisogna dire infatti che la città diventa molto calda d’estate, mentre d’inverno è freddissima, molto spesso con nebbia. Questa stagione perciò rappresenta il  periodo giusto per gironzolare tra canali e calle, camminando senza meta alla ricerca dei segreti che Venezia sa svelare a chi ha voglia di seguire i percorsi meno battuti.
Questa volta noi abbiamo sfruttato gli itinerari proposti da una guida 
davvero interessante, che prende spunto dai racconti di Corto Maltese.
L’itinerario che abbiamo scelto è quello della “Porta del Colore” che parte dalle Gallerie dell’Accademia per arrivare fino all’isola della Giudecca. Avendo iniziato la camminata alle 15 non abbiamo potuto terminare l’intero percorso proposto dalla guida e, dopo la Chiesa della Salute, abbiamo proseguito per Riva degli Schiavoni senza spostarci sull’isola. E’ bene tener presente, infatti, che se si intende percorrere uno di questi itinerari è preferibile cominciare la camminata al mattino, così da aver tutta la giornata a disposizione. 3 ore infatti non bastano, calcolando anche gli spostamenti in vaporetto.
Il punto di partenza*, come detto, sono le Gallerie dell’Accademia con il grande ponte in legno dal quale si può osservare una delle viste più belle sul Canal Grande e su Venezia.

Ponte dell’Accademia

 
Vista dal ponte dell’Accademia

Le Gallerie dell’Accademia occupano la Sede della Scuola Grande di Santa Maria della Carità e ospitano la più grande collezione di dipinti veneziani e veneti dal Trecento al Rinascimento; una ottima occasione quindi per poter ammirare, tra gli altri, il Giorgione, Canaletto, Tiepolo e il Tintoretto.

Da qui si prende a destra passando accanto al ponte e poi nuovamente a destra fino alla seconda calle a sinistra che si chiama Calle Nova S. Agnese. Attraversandola si incontra a destra la Piscina Venier e di fronte una casa con una Madonna sulla facciata

Casa con la Madonna

che ricorda che lì ebbe inizio nel 1630 la terribile epidemia di peste.
Si prosegue fino al fondo della Calle fino ad arrivare al ponte e a Campo San Vio. Si imbocca poi Calle della Chiesa e, proseguendo per le Fondamenta dei Leoni, si passa accanto alla casa dove abitò  Peggy Guggenheim trasformata in museo dopo la sua morte. Si tratta di una struttura architettonica mozza interrotta al primo piano e caratterizzata da un bellissimo giardino e dal piccolo cimitero dei cani, accanto ai quali è sepolta anche lei.
Dopo questa sosta si prosegue per il ponte di San Cristoforo alle spalle del quale si trova il palazzo quattrocentesco Ca’ Dario che purtroppo non ho potuto fotografare perchè era mascherato da impalcature :(

In seguito si incontra il Campiello Barbaro e  girando prima a sinistra e poi a destra, si passa il Ponte San 
Portone di Campiello S. Gregorio
Gregorio sul Rio della Fornace per poi continuare fino a Campo San Gregorio, incrociando sulla sinistra la Calle del Traghetto. 
 

Si prosegue attraverso il Sottoportico dell’Abbazia fino a raggiungere
 il ponte omonimo con la chiesa di San Gregorio che si specchia nel Rio della Salute.

Sottoportico dell’Abbazia

A questo punto si è giunti al grandioso tempio di Baldassarre Longhena dedicato alla Madonna della Salute dove, anticamente, sorgeva un monastero ed una chiesa dedicata alla S.S. Trinità che furono donati dalla Serenissima all’Ordine dei Cavalieri Teutonici nel 1256, in segno di riconoscenza per l’aiuto ricevuto da questi contro i genovesi.

Madonna della Salute

La chiesa, di una imponenza straordinaria, sorge su una scalinata di 16 scalini e la sua cupola, entrando in laguna dal mare, funge da spartiacque tra il Canale della Giudecca e il Canal Grande. Da qui si gode una magnifica vista sul bacino di San Marco e sull’ultimo tratto del Canal Grande, nonchè sul Palazzo Contarini-Fasan, conosciuto sopratutto come “La casa di Desdemona”, la sfortunata moglie di Otello.

Bacino di San Marco

Casa di Desdemona

Superando la Chiesa si arriva all’estrema punta (Punta della Dogana) dalla quale si ha una delle più belle viste di Venezia. Attualmente si può trovare anche la statua del bambino che tiene in mano una rana, collocata da

François Pinault al momento dell’inaugurazione del museo che si trova proprio qui. Alzando gli occhi al cielo, invece, si può ammirare la palla d’oro retta da 2 atlanti sulle quali si libra la Fortuna che indica la direzione del vento.

A questo punto si gira attorno alla punta e si prosegue sulle Fondamenta accanto al Canale della Giudecca, dove ancora una volta la vista è meravigliosa.

Costeggiando gli antichi magazzini del sale si attraversa il ponte di Ca’ Balà, scoprendo porte abbandonate contornate dall’edera e la casa dove abitò per 50 anni il poeta Ezra Pound.


Si prosegue fino alla Scuola dello Spirito Santo dove si deve imboccare Calle della Scuola e,
Lo strettissimo Rio Terà

successivamente, Calle del Monastero fino a Rio Terà S. Vio.  Da qui si gira a sinistra passando accanto alla Corte Vecia, giungendo fino
all’angolo dove in alto si può vedere una croce grigliata sopra una mezzaluna di origine bizantina (VI secolo).

Si prende quindi a sinistra per Ramo I° degli Incurabili,
riconoscibile dalla scultura del Cristo Risorto posto sotto ad una conchiglia e risalente al 1681.

Attraversando diagonalmente il piccolo campiello si arriva a quello Drio agli Incurabili, dopodichè si imbocca la calle che costeggia l’ex Ospedale degli Incurabili fino a raggiungere Fondamenta delle Zattere. A questo punto noi abbiamo proseguito per Riva degli Schiavoni, fino a svoltare in Rio San Trovaso dove si incontra lo Squero, uno degli ultimi cantieri dove si costruiscono e riparano le gondole.

Questo risale al seicento ed ha una struttura molto particolare: è fatto interamente in legno e assomiglia ad una casetta di montagna, rendendolo davvero curioso nel panorama di Venezia.
 Proseguendo per il Rio,

normalmente molto tranquillo, si possono ammirare lanterne come questa

e palazzi dalle torrette medievaleggianti.

Per concludere la nostra passeggiata, infine, due curiosità: il campanile decollato (mozzato) in Campo Santa Margherita e la Chiesa di San Barnaba che compare nel film “Indiana Jones e l’ultima Crociata”.

Campanile decollato
Chiesa di San Barnaba

(La passeggiata, raccontata così, può sembrare corta ma vi assicuro che non è affatto così. Qui sotto ho messo il dettaglio di Google Maps, così da dare una visione d’insieme del percorso).

* per arrivare alle Gallerie con il vaporetto, prendere la linea 1

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