La Pestifera in: All my vices are devices

Siccome il caro Baffetto, chiamato anche Il Piccolo Delatore Prussiano, ha pensato bene di annunciare pubblicamente il fatto che la Pestifera possegga un nuovo smartphone, beccatevi questa storia che parla di come la piccola torinese crestata si interfacci con i cellulari.
C’era una volta una piemontese dai lunghi capelli neri.

Viveva a Gianduiottolandia e si apprestava a compiere i fatidici 18 anni.

Aveva tanti amici di penna e un computer del 1920, ma del telefonino nemmeno l’ombra.

Erano i tempi in cui il cellulare era grande quanto una cabina telefonica e veniva usato principalmente da:

a)      uomini d’affari

b)      frollocconi che lo sfoggiavano per darsi un tono e chiamavano casa per annunciare “mamma butta la pasta”

L’opinione della Pestifera in merito era: Il telefonino mi fa schifo. Non ne vorrò mai uno. Quelli che ce l’hanno sono degli sfigati.

 

Ma la Gianduiotta era ancora ignara del fatto che, nel lontano 1999, il cellulare costituisse il regalo di culto, per non dire il must da donare a chi fosse diventato maggiorenne quell’anno. Poteva quindi lei sfuggire a questa aspra e disgraziata legge della natura? Ovviamente no.
Fu così che le piombò tra capo e collo il mitico Nokia 5110.

No, dico: il Nokia 5110. L’oggetto del desiderio di tutti i teen ager di allora (esclusa la Pestifera che pensava che la Nokia fosse una nuova marca di cioccolata).

Bello,  elegante , con l’antennina piccola, dotato di cover intercambiabili di tutti i colori possibili.

5110

Per i primi tempi non suscitò in lei che un tiepido interesse. Lo dimenticava a casa. Lo accendeva una volta ogni sei giorni. Non sapeva nemmeno come cambiare le suonerie.

Poi pian piano si affezionò a quello schermo giallino (c’erano ancora gli schermi giallini!!), iniziò a cambiare la suoneria ogni due giorni e entrò nell’orrido tunnel degli squilli.

Gli squilli, parliamone: quella cosa del tutto inutile che gli adolescenti di allora si scambiavano quaranta volte al giorno. Così, tanto per dirsi “ciao”. Gli SMS erano ancora una roba da prendere con le molle. Da centellinare e da mandare solo in caso di assoluta necessità.

Il 5110 diventò così parte integrante della sua esistenza. Tenerlo acceso durante le lezioni sembrava una roba proibitissima e, quindi, a maggior ragione da fare.

Tentare la sorte, sfidare i prof. Giocare a Snake sottobanco.

 

OOOOOOOOOOOOHHHHHH!!!

Fu così che trascorse un anno e mezzo, finchè la Nokia non lanciò sul mercato il 3310. Quello che sembrava vestito da marinaretto, avete presente? Uno dei primi con l’antenna integrata. Uno dei primi con cui potevi comporti le suonerie pigiando i tastini del cellulare. Roba da fantascienza.

3310

La Pestifera lo corteggiò un po’ con lo sguardo. Lo osservò da distante, finchè non ritenne assolutamente imprescindibile, al fine di avere una giovinezza serena e priva di traumi, di possederne uno.

Arrivò con  l’estate e con la scusa di cambiare operatore telefonico: da Tim passare a Wind, con la quale gli sms si pagavano pochissimo e le chiamate non prevedevano lo scatto alla risposta.

Giorni in spiaggia a cercare di comporre la sigla di Dragon Ball con i tasti del telefono. Roba da decelebrati completi.

Giorni spesi al computer (uno più nuovo di sesta mano, del 1940) a cercare di scaricare gratuitamente nuove mirabolanti suonerie per il 3310.

I mesi passarono, gli anni anche, finchè la Nokia non iniziò a produrre i cellulari con lo schermo a colori, le suonerie polifoniche, la fotocamera integrata e il 3G!!. Gaudio et tripudio!

Bye bye schermo giallino, adieu patetica Badinerie. Si apriva una nuova era fatta di telefonini che potevano mandare gli MMS e scattare foto.

Utopia!

6630

Per Natale 2005 la Gianduiotta ricevette così, in dono, il Nokia 6630. Quello spessotto e fatto a forma di stick rovesciato. Quello dalla forma orribile ma che poteva, udite udite, guardare persino la tivù via internet!! Partì così l’epoca dei video inutili, dello scattare foto a qualsiasi cosa e delle SD card per espandere la memoria (grosse quanto un Oro Saiwa, non so se mi spiego!).

Ma la passione durò poco perché, tutto ad un tratto, la Motorola produsse il primo Razr e,  per la Pestifera, fu amore a prima vista.

Quale fantasmagorica sottigliezza, quale mitico design, quale opacissimo ed elegantissimo color liquirizia!

1280px-Motorola_RAZR_V3i_02

Poteva forse lei resistere dal possedere tale tripudio di tecnologia à l’avant-garde? Poteva lei trattenersi da questo ennesimo futile acquisto? Ovviamente  no! Lei, Nokiofila da generazioni, tradiva per la prima volta i simpatici omini finlandesi per un cellulare a stelle e strisce!

 

Ad esso seguì un nonprecisato Nokia ereditato dal lavoro (che durò 2 mesi), un Samsung Jet 8000 che decretò la sua prematura fine quando si ruppe il touchscreen, un Blackberry di quinta mano ereditato dal santo Baffetto e un fichissimo Motorola Milestone, ereditato da Marco, e che la Gianduiotta da tempo concupiva.

Ma se pensate che sia finita qua, vi sbagliate di grosso!

La fame di tecnologia e di geekitudine della vostra eroina non conosce fondo e, poche settimane fa, è giunto alla sua corte il fantastico Galaxy Nexus.

samsung-galaxy-nexus_jpg_1400x0_q85

Vi dico subito senza preamboli che la Pestifera ne è follemente innamorata. Lo adora. Lo venera. E’ il miglior telefono che lei abbia mai avuto.

Ed è frutto di un gomblotto tra la sua baffosa metà ed il sempiterno Marco che hanno tramato alle sue spalle per cogliere al volo l’offerta dell’Auchan che ne vendeva un limitatissimo numero di pezzi ad un prezzo irrinunciabile.

Ormai è un’estensione naturale del suo braccio, la sua porta verso il mondo, la sua droga.

Ecco, adesso sapete tutto.

Il vaso di Pandora è stato scoperto. Il sacrificio della patria è consumato.
Fatevene una ragione.

Se pensate che la piemontese sia un’irrimediabile capricciosa, sappiate che non è così. E’ che ognuno ha le sue passioni e  per lei la tecnologia è come il miele per gli orsi. Troppo appetitoso per farselo sfuggire.

 

A chacun son gout!

s7uUQ

 

18 Responses to La Pestifera in: All my vices are devices

  1. Ciccola says:

    Il 3310, chi non l’ha avuto? ^^ Ci sono (ero) così affezionata che è nella sua scatola originale nascosto da qualche parte…..

  2. Maruzza says:

    Anche io ho avuto il telefonino ai 18 anni!!!Un ericsson di quelli compatti…e come dimenticare il 3310 (ce lo aveva mio padre…invidia)

    • Nega_FinkNottle says:

      Ma l’Eriksson quello fichissimo con il “joystick” verdino? Non ricordo il numero del modello….

  3. dm says:

    ahaha tutto vero ciò che dici :-) anch’io adoro la tecnologia e sono 2 anni e mezzo che ho l’iphone, mi ci trovo da dio e non saprei come vivere senza!!!

  4. Daniela says:

    Noooo, con questo post mi stavi facendo scendere una lacrimuccia!!!!
    Anche per me il primo cellulare è stato il 5110,cover blu, regalatomi nell’estate del ’99, mentre il 3310 l’ho ricevuto dai miei compagni di classe per i 18 anni (ma ha fatto una bruttissima fine… T_T mi è caduto in un tombino! Quanta disperazione!!!).

    E gli squilli… A ripensarci oggi era una cosa patetica, ma carina… un modo economico per dire: ti sto pensando! Ora invece se arriva uno squillo il significato è: non c’ho un euro, mi richiami? Due squilli: “e’ urgente, richiamami subito!!!” XD

    Comunque, io ero contraria agli smartphone, ma da quando ho il samsung galaxy next (che non è neanche sto granché) sono entrata nel tunnel, non potrei più sopravvivvere senza!!

    Ciauuuu!! :D

  5. automaticjoy says:

    Anche io faccio parte del club del 5110!
    Io non sono una grande appassionata di tecnologie, in genere uso i cellulari finché non mi muoiono tra le mani, e non ho ancora mai avuto uno smartphone, ma credo che al ritorno dal Giappone dovrò rassegnarmi a cambiare il mio Samsung antidiluviano, che sta ancora insieme grazie a un po’ di colla nei punti giusti.
    Che nostalgia gli squilli però! Ricordo l’emozione quando ne ricevevo uno dal ragazzino che mi piaceva, bastava così poco per essere felici a quei tempi! :)

    • Nega_FinkNottle says:

      Ehehehe, hai proprio ragione sugli squilli!! L’ho liquidata come un’idiozia, ma a ripensarci era un bel modo per dirsi “ti penso”. :D

  6. Carla says:

    ahaha abbiamo più o meno avuto la stessa storia tecnologica. solo che io ho avuto l’N70 al posto del 6630 :D

  7. Clyo says:

    Ma siete tutti avanti anni luce da me… Io non so il nome di nessun cellulare che ho avuto (5 in tutto), e non so tutt’ora il nome di quest’ultimo cellulare preso per l’Inghilterra… Ma tanto chi mi chiama qui ;-P

    • Nega_FinkNottle says:

      Ahahahahah :D
      Va beh, ma tu sei avanti anni luce su un sacco di altre cose!! :D Chissene importa dei telefoni :D

  8. Livia says:

    Nuova e già appassionata lettrice, presente!
    Anch’io la pensavo come te, finché nel 1999 (!) mi regalarono forzatamente un cellulare con la scusa che dopo il matrimonio dovevo restare contattabile… un NEC DB2000 che conservo ancora gelosamente e trovo uno dei più bei telefoni mai creati. E dipendenza fu. Ora diffido allo stesso modo degli smartphone e ho una via di mezzo, Nokia C3-01 touch and type: ma se in futuro uscirà il Lumia con Mozilla a prezzo accessibile, non so se resisterò!

    • Nega_FinkNottle says:

      Ciao!! E benvenuta!! :D
      Me lo ricordo il NEC!!! Ricordare tutti questi cellulari mi fa scendere una lacrimuccia :D
      Io ormai sono Androidofila, non potrei più concepire un telefono senza Android :D

  9. Tiziana says:

    ahahah sono tutt’ora una Nokiadipendente, per me è il massimo. Nel frattempo soffoco di messaggi, nemmeno tanto velati, cercando di fargli capire che vorrei entrare nel mondo degli smartphone magari proprio il galaxy Finora tutti i messaggi sono categoricamente ignorati :(

    • Nega_FinkNottle says:

      Eheheheheh :D Pensa che Baffetto invece ha ormai perso le speranze di farmi uscire dal tunnel della tecnologia-dipendenza :D

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