>Quel giorno alla stazione di Kyoto (ovvero figure di palta in giro per il mondo)

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Kyoto
E’ noto che la sottoscritta è sufficientemente avvezza alle figure di palta. E’ altresì noto che la di lei vescica è comparabile a quella di un’ottantenne e che potrebbe quindi essere soprannominata “Incontinentia”. Ne deriva, perciò, che a qualsiasi latitudine ella si trovi, il tasso di probabilità che diventi oggetto di avventure bizzarre è altissimo.
Non potevano quindi mancare allegre figure di palta anche in terra nipponica, dove posso tranquillamente dire che ho dato il meglio di me in quel di Kyoto.
A mia parziale discolpa potrei dire che bevo molto e inoltre, non sapendo il giapponese,  potevo facilmente fraintendere i segnali. Sfortunatamente nella maggior parte delle città che abbiamo visitato, Tokyo in particolare, i cartelli erano bilingui inglese – giapponese e quindi non ho molto con cui pararmi le terga.
Il fatto in questione, preamboli a parte, si è consumato durante il nostro secondo giorno di permanenza a Kyoto e, per essere più precisi, nei bagni della stazione della metropolitana.
Dopo una lauta colazione a base di panini burro e marmellata di fichi del  7/11 e caffè lungo in lattina, io e Baffetto ci dirigiamo verso la metro con l’obiettivo di visitare il Palazzo Imperiale e il relativo Parco.  La camminata e gli sballottamenti della metro fanno la loro parte e scesi alla stazione più prossima alla nostra mèta la mia vescica inizia a dare segnali di allarme.
“Eh va beh – mi dico – che sarà mai! Sicuramente esiste un bagno qui da queste parti, non mi resta che trovarlo!”.
Baffetto, poverino, abituato ai pit stop che caratterizzano le nostre uscite, mi accompagna nella ricerca e, finalmente, troviamo i bagni.
Puliti, un po meno futuristici che a Tokyo, assolvono alla loro funzione alla perfezione e io mi sento finalmente libera di consumare un altro po’ delle mie Tiger per le strade di Kyoto. Si presenta però un problema: dove sarà il pulsante per lo sciacquone?
Alla mia sinistra sulla parete c’è un pulsantone rosso che, ammiccante, mi dice “schiacciami schiacciami”. Volto lo sguardo attorno e non ne trovo altri, deduco quindi che sia quello giusto e, serenamente, lo premo.
Nell’esatto momento in cui lo faccio, mi accorgo che un allarme ha iniziato a suonare ma non ci dò troppo peso. Il momento dopo però mi rendo conto che, leggermente nascosto dal coperchio della tavoletta del wc, c’è un altro pulsante più piccolo e esteticamente meno appetibile.
E’ questione di un istante. La mia pirlaggine si presenta ai miei occhi come una secchiata di acqua gelida in una giornata invernale e io mi sento “the pandol of the year”.
Il simpatico cicalino che sento farsi sempre più insistente altro non è che il segnale di emergenza con il quale richiedere l’intervento dei poliziotti della metropolitana..
E-IO-L’HO-PREMUTO!  -_________-
Brava pandolona che non sei altro! E adesso come ti tiri fuori da questo casino????
Propendo per l’uscita schiscia dai bagni, camminata sciolta e nonchalance a manetta. “Figurati! – penso – Non se ne sarà accorto nessuno! Poi pensa te se un’intera stazione di una città come Kyoto viene gettata nel caos per un allarmino del cavolo di un bagno!”
Ebbene, mentre ripercorro il corridoio che dai bagni portava all’uscita della stazione, vedo da lontano arrivare di corsa una poliziotta… la mia faccia cambia colore più volte: verde-rosso-giallo-fuxia-violaceo a macchie-bianco-fuxia e provo dentro un gran senso di vergogna. Ma perchè devo fare queste figure anche qui, perchè devo per forza sembrare una deficiente agli occhi dei giapponesi?
Dopo pochi istanti la poliziotta fa per passarmi di fianco, espressione trafelata e preoccupata. Io, orecchiette basse e tono mogio mogio, la blocco e le dico che mi dispiace infinitamente, ma sono io che ho sbagliato a schiacciare pulsante e ho azionato l’allarme. Per fortuna mi capisce e mi rivolge un piccolo sorriso che ha il sapore di un “Don’t worry”. 
Figura di palta 10 e lode. 
Inutile dire che da quel giorno, quando vado in bagno, il momento dello sciacquone rappresenta sempre un momento di discreta incertezza…..
 

10 Responses to >Quel giorno alla stazione di Kyoto (ovvero figure di palta in giro per il mondo)

  1. La Francese says:

    >comprensibilissimo! con tutti quei bottoni dei bagni giappo diventa difficilissimo trovare lo scarico! ^_^

  2. Nyu says:

    >Oh, che tenerezza!!!!!!!!!! xD
    Anche io vivo in simbiosi con il gabinetto, non c'è posto in cui io sia stata che si è salvato dalla mia visita al bagno quindi ti capisco benissimo! ;)

  3. Nega Fink-Nottle says:

    >@ La Francese: phew, mi sento un po' meno scema se mi dici così :D

    @ Nyu: eheheheh, una tenera imbecillona XD
    Mi conforta sapere che non sono l'unica che fa le soste pipì ovunque va XD

  4. iulia lampone says:

    >Cara Nega mi hai fatto morire con questo racconto! =)) Sei simpaticissima è davvero un piacere leggerti.

    un abbraccio

  5. Giappone Mon Amour says:

    >Ahaha! XD
    Ho vissuto nella stessa incertezza per un pezzo te lo assicuro. A volte invece semplicemente non trovo il pulsante/leva. Mi e' capitato di uscire per chiedere a qualcuno dove fosse. ^^

  6. Nega Fink-Nottle says:

    >@ iulia lampone: grazie mille, quanti complimenti!! ^__^ Grazie a te per essere passata di qui :)

    @ Giappone Mon Amour: credo che la prossima volta che andrò in bagno in Giappone farò come te, prima di schiacciare pulsanti a caso chiederò lumi :D

  7. Candy says:

    >LOL
    Oddio che ridere XD XD

    giuro che se mai andrò in giappone ed avrò bisogno di un bagno, diffiderò di qualunque pulsante rosso XD XD

  8. Nega Fink-Nottle says:

    >Ihihihihih… io adesso ho paura pure in Italia XD

  9. wagashi stories says:

    >sono capitata per caso sul tuo blog ma davvero ti faccio i complimenti, perchè ti trovo super coinvolgente e questo post mi ha divertito un sacco… anche perchè… anchpuree la sottoscritta aveva premuto quel dannato bottone rosso!!! Io però mi sono defilata nella folla ^.^ mannaggia che brutti momenti hihi

  10. Carla says:

    auauauauauaua fantastico! ahaha io ne ho un’altra ma te la racconto in privato :D

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