>Lavorare a Venezia non ha prezzo

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Lavorare a Venezia non ha prezzo. Perchè? Ve lo spiego subito:

a) sei sul treno, devi ancora capire chi sei e cosa fai nella vita (nonostante tu ti sia svegliato 1h e mezza prima) ma per un attimo riesci a carpire tutta la poesia del mattino guardando dal finestrino il profilo di Venezia in controluce. Una sinfonia di campanili che svettano tra case più o meno alte. E più in là il profilo di Murano, mentre il mare scintilla di riflessi.
b) ogni mattina, sempre alla stessa ora, vedi passare una barca con un cagnolino a prua che, tutto impettito, scruta il mare davanti a sè, prima di scomparire tra i canali
c) se sei fortunato (a me è capitato una volta sola) vedi 6 cigni in fila che nuotano elegantemente, paralleli al Ponte della Libertà. E vi assicuro che è una cosa veramente rara 
d) mentre ti appresti a percorrere il Ponte di Calatrava e sei mezzo addormentato, una nave da crociera decide che è il momento di salpare e, senza pensarci due volte, suona lungamente per tre volte la sirena. Primo effetto: perdo 10 anni di vita in un nanosecondo. Secondo effetto: immancabilmente mi viene in mente la canzone di Francesco Salvi “C’è da spostare una macchina. E’ un diesel!!”
e) mentre ti appresti a percorrere il Ponte di Calatrava e sei mezzo addormentato, finisci in un gregge di turisti americani che vanno alla velocità di una lumaca con i reumatismi e trasportano al seguito trolley grandi quanto l’isola di Malta, occupando l’intera superficie del ponte. Inutile spazientirsi: con quelle zavorre cederanno prima loro e il gruppone compatto si sgretolerà in tanti microrganismi sudaticci e sbuffanti, lasciando strada agli indigeni sempre di corsa.
f) in pausa pranzo passeggi per il Canal Grande e ti senti fortunata. E se ti va, ti porti un panino e ti siedi su una banchina, mentre il sole ti cuoce a puntino.
g) mentre zompetti sui ponti di turno, succede spesso che qualche turista ti fermi e ti chieda informazioni. E così capita anche che una famiglia ti chieda innocentemente ” Scusi, mi saprebbe indicare il parcheggio più vicino a Piazza San Marco?” 
E lì per lì sei divisa tra due istinti: lasciar spazio alla peste che è in te e lasciargli credere che c’è un parcheggio multipiano proprio a fianco di Palazzo Ducale oppure provare comprensione e spiegargli con calma che no, a Venezia non si circola con le auto ma si va solo a piedini. E che no, nemmeno Batman o l’Ispettore Gadget ce l’hanno fatta. Sì, in effetti quattro badòla ci hanno provato ma purtroppo per loro è finita male :D
 

6 Responses to >Lavorare a Venezia non ha prezzo

  1. Zion says:

    >ehm, non ho mai commentato prima, ma siccome sei (a detta del tuo profilo) una amante di Hello Spank, volevo solo avvisarti che è uscito il primo numero del manga anche in italia. :D Spero sia cosa gradita!

  2. Lagiulietta says:

    >Bella Venezia!!

  3. Nega Fink-Nottle says:

    >@ Zion: wow, grazie mille!!!!! :D Non lo sapevo, notizia super gradita!! ^__^ Grazie grazie e torna quando vuoi! ;)

    @ Lagiulietta: e pensare che prima di trasferirmi qui, non c'ero nemmeno mai stata :D

  4. LaLalla says:

    >che bello!!! tutt'a un tratto il problema dell'acqua alta va a farsi fottere! ;)
    e comunque gradirei taaaaaaaaaaaanto avere una foto del cagnolino-scrutatore-d'orizzonte :) 'azie :*

  5. Nega Fink-Nottle says:

    >Prometto che mi attrezzo con il telefonino e provo a fargli una foto! :D E' coccolissimo!!! *__*

  6. Hotel Venice says:

    >E 'raro vedere persone felici del loro lavoro. Ma non c'è da meravigliarsi quando si tratta di Venezia, suppongo))

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