>Alle falde del Fuji (più o meno)

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Durante il nostro soggiorno a Tokyo non ci siamo fatti mancare nulla, neppure la gita verso il monte Fuji. Inizialmente l’avevamo organizzata in modo differente, convintissimi di riuscire ad andare fino ad uno dei laghetti che si trovano alle sue pendici, tornando poi in giornata a Tokyo. Ma una volta scesi dallo Shinkansen a Fujinomiya, ci siamo purtroppo resi conto che il tempo speso in autobus per il trasferimento dalla stazione ad uno dei cinque langhi sarebbe stato piuttosto lungo e avremmo potuto restare ben poco a goderci  quei meravigliosi paesaggi.

Abbiamo così deciso di bighellonare per la piccola cittadina con il Fuji che ci sovrastava, un po’ più lontano ma pur sempre maestoso.
Siamo stati fortunati perché quando siamo arrivati le nuvole ne coprivano solo le pendici, mentre la cima era ancora perfettamente visibile. Poi verso mezzogiorno la coltre di nubi, come ogni giorno,   lo ha coperto interamente e per tutto il resto della giornata non è più stato possibile scorgerlo neppure per brevi istanti.
La cittadina, ad un primo sguardo, sembrerebbe non avere moltissimo da offrire, essendo una stazione di passaggio per chi si reca al Fuji. In realtà una camminata di un quarto d’ora da Shin Fuji porta al Fujisan Hongu Sengen Taisha, 

tempio shintoista dove i pellegrini si recavano per ricevere la benedizione, prima di intraprendere la salita al monte.

Quando siamo andati noi i pullman delle comitive non erano ancora arrivati e abbiamo potuto goderci una quiete ed una pace meravigliosa. Abbiamo anche visto una benedizione e gironzolato in lungo e in largo, mentre eravamo gli unici visitatori.
La cerimonia della benedizione

La cosa che ci è piaciuta più di tutte è stato il Wakutama Pond, ossia un laghetto di acqua cristallina generato dalle sorgenti Wakutama.

In realtà i laghetti sarebbero due: uno più piccolo e poco profondo nelle cui acque sacre i pellegrini si bagnavano prima di proseguire verso il Fuji;

Laghetto più piccolo
Wakutama Pond e il Ponte Rosso

l’altro invece, di maggiori dimensioni, con un bellissimo ponte rosso che lo attraversa e dal quale si può osservare  la flora multicolore e la miriade di carpe che animano il laghetto.

 

Piccola curiosità: al limitare del primo lago c’è una fontana alla quale abbeverarsi e dalla quale, comprando le bottigliette messe a disposizione in un cestino, si può prelevare un po’ di acqua delle sorgenti Wakutama.  
Altra curiosità: il paese di Fujinomiya è famoso per la qualità dei suoi ramen e noi li abbiamo provati nel ristorantino vicino all’entrata del Sengen Taisha. Si sono rivelati decisamente ottimi! : )

 
Ema, ossia le tavolette di legno su cui sono scritte le preghiere dei fedeli shintoisti
Una Miko (giovane donna al servizio del tempio shintoista) che parla con un fedele

Una chozuya, ossia la fontana in cui si purificano le mani e la bocca prima di entrare in un tempio. Questa purificazione prende il nome di temizu

 

4 Responses to >Alle falde del Fuji (più o meno)

  1. iulia lampone says:

    >Oh che meraviglia questi racconti con tanto di foto! Grazie cara Nega! :)

    un abbraccio

  2. Ruggero says:

    >Mi rammarico di non essere riuscito a salire sul Fuji. Lo vedo come un fratello grande al quale ti puoi appoggiare nel bisogno, e ho la sensazione di non averlo onorato abbastanza.
    Piccola nota curiosa: L'acqua del Fuji che abbiamo preso noi, dopo quasi un anno è ancora perfettamente cristallina, senza alcun residuo.

  3. AnnMeri says:

    >Ah, che voglia di visitare questi posti…
    Il Fuji è stupendo!

  4. Nega Fink-Nottle says:

    >@ Iulia: grazie a te per leggermi! ^__^ E' un piacere raccontare (che è poi anche un modo per ricordare e rivivere) :)

    @ Ruggero: la prossima volta la salita sul Fuji non ce la faremo mancare! :)

    @ AnnMeri: bello vero? :) Poi quando sei là ti fa un effetto ancora più grande!

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