>23 giugno 2010 – Big in Osaka # 2

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 Dove eravamo rimasti? Ah sì, alla ricostruzione di una via del secolo scorso nel primo piano seminterrato dell’Umeda Sky Building.

Ebbene, dopo aver passato l’intera mattinata a farci stupire da questo grattacielo, nel pomeriggio ci siamo diretti verso il Castello di Osaka nella speranza che il tempo migliorasse e il tasso di umidità passasse dal 200% ad almeno il 100%. (Vana speranza, dopo un po’ si è pure messo a piovere).
Il castello è davvero molto bello, ma purtroppo non si tratta di quello originale costruito da Toyotomi Hideyoshi nel 1500, bensì della sua fedele ricostruzione portata a termine nel 1997. 
Il castello, infatti, subì dapprima un grave danneggiamento nel 1665 quando un fulmine incenerì la torre principale, mentre nella seconda metà del 1800 fu in gran parte bruciato durante i conflitti civili della Restaurazione Meiji.
Sorge su un lembo di terra di un chilometro quadrato ed è costruito su due piattaforme di terra rialzate supportate da due imponenti muri a perpendicolo di roccia tagliata che sovrastano ognuno un fossato. 
All’interno di questi due immensi muraglioni, il castello è circondato da mura minori, ma non per questo meno curiose.
Una di queste è il muro di pietra che si trova all’interno del Sakuramon Gate, costruito nel periodo Edo da Tadao Ikeda.
Il masso più impontente che lo compone si chiama Takoishi (significato letterale: pietra piovra) ed è il più grande presente nel castello. Le sue misure? 59,43 mq di superficie e 108 tonnellate di peso.

Foto gentilmente offerta da Baffetto

Il caro Baffetto, per dare un’idea più concreta di quanto grande fosse questa pietra, ha deciso di usare la sottoscritta come metro di paragone e quello in basso è il risultato. Piuttosto inquietante….

Non è il muro che è alto, sono io che sono bassa :D

Altra particolarità di queste mura sono i simboli che vi sono incisi sopra. A volte capita di trovare pietre come queste recanti stemmi di famiglia:

Purtroppo non abbiamo proprio capito bene il loro significato perchè era scritto tutto in giapponese.

All’interno il castello ospita un museo recante la storia delle sue origini e numerosi reperti storici, come spade e armature.

Sono numerose anche le ricostruzioni in miniatura delle grandi battaglie avvenute nei secoli scorsi e di cui ho fotografato un particolare. Non sono meravigliose?
Inoltre il castello di Osaka è famoso anche per essere stato il luogo in cui, per la prima volta, ho preso sonno su un divanetto di un museo. (Baffetto ritiene l’episodio increscioso, sappiatelo).
Dopo ore di camminata il mio livello di attenzione è bruscamente precipitato e, diventata ormai insofferente di fronte a qualsiasi reperto storico mi si parasse davanti, mi sono spiaggiata su un divanetto mentre Baffetto continuava interessatissimo la visita . Ebbene, dopo 5 minuti mi sono addormentata e la cosa più divertente è che dopo un po’ mi sono svegliata e mi sono  ritrovata una ragazza giapponese appoggiata alla mia spalla, anche lei nel magico mondo dei sogni. 

Episodi bizzarri a parte, siamo anche usciti sulla terrazza del piano più alto per goderci la vista sulla città. In basso alcuni particolari della terrazza e delle vetrate

Carpa dorata sul tetto del piano inferiore
Airone dorato su una delle vetrate
Cannone sulla terrazza

Una volta usciti non ci siamo purtroppo potuti godere la passeggiata nei giardini di peschi e ciliegi perchè si è messo a piovere. Ma abbiamo comunque fatto un incontro curioso

Nutria pascolante nel fossato del castello. La mano è di un signore che stava bersagliando l’animale di foto.

E infine piccolo giochino! Scovate l’intruso!  :D

Parte di un muro sovrastante il primo fossato
 

4 Responses to >23 giugno 2010 – Big in Osaka # 2

  1. AnnMeri says:

    >Davvero bello il castello!
    Peccato per il maltempo…

  2. Ruggero says:

    >Le foto non rendono l'idea della maestosità del castello. Veramente, solo le mura esterne ti fanno sentire una briciola.

    Il Giappone è meraviglioso!

    P.s.
    Dunque, i segni riportati sulle pietre potrebbero non essere stemmi di clan familiari, mi ero confuso con una foto analoga fatta all'Airone Bianco. Forse sono le provenienze delle pietre. Inzomma… non ricordo più!

  3. Nega Fink-Nottle says:

    >@ AnnMeri: per fortuna il maltempo ci ha anche dato tregua. Alla fine su 17 giorni, solo 4 ha fatto proprio brutto ^__^

  4. Giorgia says:

    >fantastico…come capirai conoscendomi …io amo il Giappone e tutti i paesi Asiatici…passa a visionare il mio nuovo blog..sarebbe per me un piacere

    a presto

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