>8 agosto 2011 – Amsterdam, arriviamo!!!

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E’ l’8 agosto.
Finalmente Pestifera e Baffetto sono pronti per partire alla volta del Nord Europa. La prima che non ha ancora ben capito che le vacanze sono iniziate, ma per sicurezza cerca di stipare più indumenti possibili nella sua nuovissima valigia viola. Il secondo che legge fumetti in giro per la casa e sopporta pazientemente le elugubrazioni mentali pre partenza della prima: “Ma amore, secondo te il costume ha senso portarlo? Bah, io lo metto tanto non occupa spazio!Cacchio, metti che esce un po di sole? Vuoi non provare l’ebbrezza di fare il bagno nel Mare del Nord??“.
Oppure “Amore, secondo te il phon lo porto o no? Bah, io lo porto, non si sa mai. Sì, è vero, se metto quello devo togliere una felpa. Ma tanto ho letto sulla guida che le medie stagionali sono sui 20 gradi, non penso serva tutta sta roba pesante!“.

Ora, il phon della pestifera merita un breve excursus: intanto occupa una superficie di 2mq e pesa quanto una palla medica. E’ ben noto, infatti, che la qualità di un phon è data specificatamente da peso e dimensioni. Inoltre è dotato di ben due beccucci che modulano l’aria sui capelli in modo diverso e, last but not least, di un pulsante che, premuto, spara sulla chioma una sana dose di ioni attivi che la rende più lucida e setosa. (Pulsante che la pestifera ha usato due volte da quando possiede questo ritrovato della scienza tricologica e che ha premuto entrambe le volte per sbaglio). Si sa: lady P sui capelli non transige!

Digressioni sui phon a parte, arriva il momento della verità: è ora di pesare le valigie. La bilancia emette un responso poco confortante: quella della pestifera pesa 7 kg e spiccioli; quella di Baffetto ne pesa 5.  Per scrupolo, perchè non sia mai che la gianduiotta lasci qualcosa al caso, accende velocemente il pc e controlla sul sito della Transavia il limite di peso dei bagagli a mano. Tanto si sa che sono i soliti 10 kg, ma meglio fare un ultimo controllo. Scopre quindi che, dall’aprile 2011, la simpatica compagnia aerea di cui sopra ha abbassato il peso consentito a 5 kg e, lì per lì, la fronte le si imperla di sudore. Ma superato il primo momento di sbandamento, prende una decisione da vera donna alfa: la fortuna aiuta gli audaci, ci penseremo una volta in aeroporto!

Al check-in li attende una coda di 170 persone: 150 indiani e 20 olandesi. Disposti su 3 file: 2 file e 3/4 occupati dai primi e 1/4 occupato dai secondi. Visto che tanto la fila del vicino va sempre più veloce, i due viaggiatori si arenano in una a caso e attendono pazientemente che arrivi il loro turno. La Pestifera inganna l’attesa pensando mentalmente a come approcciare la donzella del check-in: meglio un sorriso mellifluo e conciliante, stile famiglia del Mulino Bianco, oppure un piglio sicuro e sbrigativo, pronto al bluff in caso di peso della valigia? Opta per la prima ipotesi e, quando è il loro turno, fluttua nell’aria con trolley al seguito e si esibisce nella famosa accoppiata magica: occhioni spalancati e dentatura smagliante.

Viaggiate solo con bagaglio a mano?
Eh sì !!

(senza nemmeno degnare di uno sguardo le valigie, ben occultate dietro la schiena dei nostri eroi) Ecco la fascetta da apporre sopra
Grazie molte! Buona giornata e buon lavoro!!!

E’ fatta! Finalmente il primo controllo è superato e Lady P. e Baffetto possono andare a spiaggiarsi sui divanetti davanti al gate, nell’attesa di salire sull’aereo. Tutto sommato le due ore passano veloci e alle 15.30 depositano le terga sul velivolo. Posizione? Penultima fila.
Ora, la penultima fila ha i  suoi lati positivi e negativi. E’ vicina al bagno e, per una come Pestifera che ha la vescica balenga, è un gran pregio. Sfortunatamente, però, lascia poco scampo in caso di vicini molesti: non puoi fare le vasche nel corridoio, rompendo le balle agli altri viaggiatori e inoltre non puoi cercare scampo nel vano vicino alla toilette, perchè sei già lì! 
In questo caso i due viaggiatori si sono ritrovati seduti davanti a due signore dall’aspetto tutto sommato distinto. Mezz’età, olandesi, silenziose. Peccato avessero un’abitudine quanto meno spiacevole: togliersi le scarpe. Se le loro distintissime estremità avessero profumato di verbena nulla sarebbe stato. Ma si dà il caso che, al posto dei piedi, avessero due forme di Gouda dotate di 5 dita e che siano state senza scarpe per TUTTO il viaggio. 
La pestifera è stata più volte sul punto di svenire ed ha boccheggiato come un pesce palla fuori dall’acqua per tre quarti del volo.  Baffetto, che per fortuna sua ha l’olfatto meno sensibile, ha avvertito il piacevolissimo aroma ma non ha battuto ciglio più di tanto.

Ma l’Ambipur gusto fromage non è stato l’unico motivo per cui la gianduiotta ha boccheggiato ed assunto coloriti verdognoli. Vuole il caso, infatti, che alla partenza spirasse su Venezia una leggera brezzolina e che, qui e là durante il volo, ma in particolar modo negli ultimi minuti prima dell’atterraggio, il velivolo incappasse in gradevolissime turbolenze. I braccioli del sedile occupato dalla pestifera ancora recano i segni delle sue unghie. Per fortuna che lei sa dissimulare le sue emozioni e che ha affrontato i perigli con calma dignità e classe. 

Diapositiva che ritrae Lady P. nei momenti salienti del volo
Aromi faunistici e turbolenze a parte, alle 17.45 i due viaggiatori pestano per la prima volta il suolo olandese. Il tempo che li accoglie è decisamente estivo: nuvole scure e basse, vento tagliente e pioggerellina. Temperatura intorno ai 13 gradi. 
In Italia è l’8 agosto, lì è l’8 novembre.
Ma i due viaggiatori non si fanno scoraggiare, si tratterà di una perturbazione passeggera di origine atlantica e dall’indomani finalmente la vera estate olandese si paleserà dinnanzi ai loro occhi avidi di conoscenza.
Nel contempo si recano alla biglietteria dove acquistano i biglietti del treno che li porterà ad Amsterdam Zuid. Ci vogliono circa 10 minuti di viaggio, è la seconda fermata, e l’hotel è a 50 metri dalla stazione. Perfetto, no?
E’ proprio qui che i nostri eroi fanno per la prima volta conoscenza con la fonetica olandese. Consapevoli di non sapere una mazza dell’idioma locale, ma fiduciosi nella capacità di comprensione degli indigeni, una volta arrivati al binario chiedono al personale ferroviario se il treno in sosta al binario 1 vada ad Amsterdam Zuid. No, risponde l’omino, bisogna prendere quello che arriverà al binario 2.
Che comodo, pensano loro, che facile! Questo sì che è un inizio di vacanza!
Peccato che l’omino in questione avesse capito Amsterdam Zeentral, invece che Zuid (corretta pronuncia Zaid) e che quindi i due poveri ignari siano saliti su un treno sbagliato. Glielo fa gentilmente notare il controllore che, in un impeto di gentilezza e bontà, gli risparmia una multa di 70 euro a testa e gli indica come tornare sulla retta via. Risultato: scendere dal treno, fare altri biglietti, risalire su un altro treno, scendere a Schiphol, risalire su un altro treno e scendere a Zuid. Totale tempo operazione: 1 ora.
Una volta giunti a destinazione, i due sono ormai stremati e riescono a malapena a trascinarsi nella camera dell’hotel, mentre fuori impazza la pioggerellina. Di andare lontano per cena non se ne parla e optano per la soluzione più sicura e semplice: il Burger King. Sì, è vero, non è da gourmet finire subito la prima sera in un tal covo di colesterolo e grassi, ma il suddetto rappresentava l’alternativa più vicina all’hotel e anche la più comoda in termini di scelta di cibo.
Finita la cena i due crollano assonnati sul letto e non hanno nemmeno tempo di rendersi conto di come sia futuristica la camera che hanno prenotato. Ma questo lo scopriranno nella prossima puntata!

 

4 Responses to >8 agosto 2011 – Amsterdam, arriviamo!!!

  1. Laura says:

    >no ma fammi capire… tu sei stata via tre settimane con solo 7 chili di bagaglio?? come cavolo hai fatto?

  2. Nega Fink-Nottle says:

    >No, in realtà siamo stati via 12 giorni :D E comunque:
    a) le t-shirt pesano pochissimo e occupano poco spazio
    b) avevo solo pantaloncini o jeans leggeri
    c) le valigie di Decatlon permettono di stipare le cose in maniera formidabile :D
    d) ho evitato di portarmi via i sandali tacco 12 e quindi avevo scarpe facilmente stipabili
    e) non mi trucco e quindi non avevo trousse da portarmi via ;)

  3. Laura says:

    >no, io non ce la farei comunque. Mai nella vita. Anche se sono migliorata ultimamente

  4. viagra says:

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