>10 agosto 2011 – Amsterdam: la lunga strada verso Decathlon, mulini a vento, Rembrandt e tanto freddo

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E’ mercoledì e i nostri infreddolitissimi eroi si svegliano sotto un cielo azzurro e ovviamente ventoso. Gli obiettivi della giornata sono molteplici, primo fra tutti recarsi alla Mecca del goretex e delle tendine automontanti -> Decathlon. L’agognato oggetto del desiderio è una giacca a vento che li ripari dai 13 gradi costanti e li difenda dalla noiosissima evenienza di una polmonite.
Bisogna però premettere che Pestifera e Baffetto non sono proprio due completi sprovveduti! Loro avevano osservato le medie stagionali del periodo prima di partire e avevano buttato in valigia due felpette semi pesanti, convinti che con 20 gradi ne avrebbero avuto a sufficienza. In un impeto di previdenza, Baffetto aveva pure acquistato una giacchettina a vento verde (che d’ora in poi chiamereremo Il Cimice) dalla versatilità estrema. Un classico prodotto Decathlon: riducibile alla grandezza di un francobollo, apribile in 2 secondi netti ma complicatissimo da chiudere. Ancora adesso organizzano ogni sabato un torneo a casa loro per vedere chi riesce a ripiegarlo meglio e in meno tempo possibile. Il record attuale si aggira sui 15 minuti… appallottolato…
Prima tappa della giornata, onde approfittare del volubilissimo bel tempo, è il Mulino Van Sloten, l’unico aperto al pubblico e distante circa mezz’ora dal centro di Amsterdam. 
Qui, grazie ad una (non proprio) simpaticissima guida, Gianduiotta e Baffetto hanno potuto imparare un sacco di cose interessanti! Intanto il mulino “aspira” l’acqua dal canale grazie ad una vitona di Archimede che traduce in obliquo il movimento verticale delle pale. Questa vite è posta sotto al mulino e drena l’acqua, in modo da mantere sempre stabile il livello del canale. 
Una vite di Archimede dismessa
Poi hanno scoperto che, nei tempi passati, i proprietari dei mulini usavano posizionare le pale in modo particolare per comunicare determinati messaggi:
  • Se le pale formavano una X allora voleva dire che il mulino era in vacanza o era molto felice, ad esempio per una nascita.
  • Se invece le pale erano inclinate con uno dei raggi in posizione perpendicolare, significava che il mulino era triste e molto spesso indicava un lutto.
Il piano terra che ospita un piccolo museo. Nella foto il modellino che raffigura lo spiazzo dove sorge il mulino.
 Essendo visitabile, inoltre, i nostri due mulinosissimi eroi hanno provato l’ebbrezza di salire al secondo e terzo piano del mulino grazie a due scalette a pioli dalla pendenza del 90%. La Pestifera lì per lì ha pensato “Ma quella volta che ho proposto a Baffetto di andare a visitare un Mulino, non potevo invece leggermi il nuovo numero di Cavalli & Segugi??”. Poi però ha preso il coraggio a 4 mani ed ha affrontato gli scalini con l’agilità di un camosssio che zompetta sulle Dolomiti. Un trionfo!
Il timone con il quale viene cambiata l’orientamento delle pale, a seconda della direzione del vento

Terminata la visita,  la Gianduiotta e Baffetto si dirigono allegri ed edotti verso il reame del comfort e dello sport che, guarda caso, è raggiungibile con la stessa metro con cui hanno raggiunto il Mulino. Qui Decathlon sorge ai piedi di un monolite bianchissimo e bellissimo, ossia il nuovo stadio dell’Ajax, al confronto del quale il mio adorato Delle Alpi pare una ciofeca pazzesca.

Decathlon, agli occhi di Lady P. e Baffetto, appare come un miraggio nel deserto. Finalmente potranno smettere di fermarsi a bere cappuccini e caffè ogni 5 minuti per ripararsi dal freddo!
Lady P. trova immediatamente la sua dimensione, acquistando una giacca a vento con 5mila tasche proprio del colore che desiderava: violetto Milka. (In perfetto abbinamento con la felpa viola e la valigia viola. Chè anche lo stile vuole la sua parte!). Baffetto invece si aggira per i reparti indeciso tra: azzurrino stitico, verdino cimice, rosso acceso o bianco ghiaccio. Alla fine la spunta un colore un po’ azzardato e sempre originale: il nero! Che comunque ha sempre il suo bel vantaggio di abbinarsi con tutto.
Per sicurezza acquistano anche un pile a testa, sia mai che dei raggi gamma decidano di colpirli quando sono meno attenti! La gianduiotta lo acquista tinta lampone (immedesimandosi perfettamente nella tendenza olandese di accozzare colori vari e, possibilmente, non abbinabili tra di loro); Baffetto invece vira su un blu elettrico, suscitando un allegro contrasto Inter che può sempre tornare comodo.
Intabarrati come due esploratori al Polo Nord, si incamminano quindi verso il centro di Amsterdam, dove il primo obiettivo è la Rembrandthuis. Qui però la coda è chilometrica e, dopo un veloce conciliabolo, la Pestifera e Baffetto proseguono senza visitarla nella speranza di poter gironzolare ancora un po’, prima che inizi a piovere.

Optano quindi per una sosta relax in un posticino che la Piemontesina ha adorato dal primo momento in cui l’ha visto sulla Lonely Planet.

Si tratta del De Sluyswacht, un tempo la residenza dell’addetto alla chiusa dei canali. Un piccolo edificio nero e dalle pareti inclinate che ha una splendida vista sull’Oudechans, verso la Montelbaanstoren e, sullo sfondo, il Nemo Science Center.

Montelbaanstoren
Sfortunatamente la pioggia arriva dopo nemmeno mezz’ora e i due camminatori ingiacchettati sono costretti ad abbandonare il tavolino in primissima fila e a ripiegare su una veloce visita al Gassan Diamonds. La scelta si rivela decisamente poco produttiva a causa dell’elevatissimo numero di turisti che partecipa alla visita guidata, rendendo molto complicato capire qualcosa di quanto spiegato dalla guida. Lady P. e Baffetto si avviano perciò a grandi passi verso il Nemo Science Center, nella speranza che spiova e possano sedersi sulle gradinate sul tetto della struttura, per godersi una bella vista sulla città.

Il Nemo fotografato due giorni prima

 Sfortunatamente la pioggia continua battente e non possono fare altro che guardare velocemente da fuori sia il Nemo che l’ARCAM (Architektur Centrum Amsterdam) e scattare qualche foto in rapidità, cercando di non affogare l’obiettivo.

l’Arcam nei suoi tre lati
Bizzarra opera d’arte davanti all’Arcam

Ma credete forse che i due viaggiatori si arrendano al maltempo? Credete forse che decidano di abbandonare il campo, alla ricerca di un luogo caldo e confortevole?

Beh, vi sbagliate! Perché Mr e Mrs Masochistes decidono di varcare il ponte che collega il Nemo con l’altro lembo di terraferma e si avviano, sotto un cielo sempre più plumbeo, verso il Muziekgebouw aan ’t IJ (ossia il Music Building on the IJ).
Ma credete forse che a questo punto i due camminatori incappucciati desistano ed escogitino un piano B, onde evitare di farsi venire dei reumatismi precoci?
Beh, avete ragione! La Pestifera, una maschera di insofferenza e frangettità, ad un certo punto getta ufficialmente la spugna e dichiara chiusa la sua guerra al maltempo. Baffetto, a parte la frangetta, concorda in pieno con la scocciatissima consorte e i due Peynet globetrotter si trascinano verso la fermata del tram più vicino, con l’obiettivo di riposare le loro stanche membra in qualche locale vicino a Piazza Dam.
Optano quindi per un Bistrot piuttosto particolare (tipo l’Eataly che c’è a Torino), dove Baffetto si rifocilla con cappuccino e torta di mele e la Pestifera si divora invece un deliziosissimo yogurth con fragole fresche affogate.
Con la pancia piena si inizia a ragionare meglio e, finalmente, smette anche di piovere.
Dopo una breve passeggiata nei dintorni, la Pestifera e Baffetto si recano alla Brasserie Schiller per la cena. Il locale è molto carino e in stile liberty e il menù ha molte influenze francesi.

La Pestifera opta per una cena light: bistecca con asparagi e salsina al crescione con contorno di patatine fritte. Dessert: scelta di formaggi olandesi con marmellate apposite.

Come ouverture le viene anche servito un taglierino con burro centrifugato al limone, da spalmare su morbide fette di pane. Salivazione azzerata in due nanosecondi.
Dopo cena i nostri due eroi hanno solo più la forza di rotolare fino alla fermata del tram che li porterà in albergo, dove si addormenteranno appena appoggiata la faccia sul guanciale. E’ stata una giornata impegnativa! :)
 

6 Responses to >10 agosto 2011 – Amsterdam: la lunga strada verso Decathlon, mulini a vento, Rembrandt e tanto freddo

  1. tiziana says:

    >…sto ancora sorridendo, come le racconti tu…!
    Dunque, per fortuna questa giornata è stata così impegnativa, così chi ti legge ne guadagna. Mi hai detto un sacco di cose nuove che vorrei provare subito. Ma la metro arriva fino al mulino, in aperta campagna? Molto interessante. Il tuo racconto sul decathlon formidabile! Io ho avuto il problema opposto, da incubo…ti racconterò. Condivido, la casetta sulla chiusa sembra adorabile. Una giornata faticosa, ma che cena! Aspetto con trepidante attesa il prossimo racconto dei nostri eroi. Un bacio

  2. Eva says:

    >Un weekend ad Amsterdam quest'anno non me lo toglie nessuno.
    Piacere!

  3. LadyLindy says:

    >ma che bello!!!!

  4. Nega Fink-Nottle says:

    >@ Tiziana: ciao!! ^__^ A me questi post sembrano sempre chilometrici, per fortuna che tu li leggi sempre con piacere!! ^__^ La metro non arriva proprio al mulino, bisogna cambiare e prendere un bus che ti fa scendere a 50 mt. Mi sono dimenticata di dire che anche questo è gratuito con la I Amsterdam card! ;)
    Non vedo l'ora di leggere i tuoi racconti, invece!!! :D
    Bacioni e buona domenica!!

    @ Eva: Uh sì, devi assolutamente!! :) )) Merita (e te lo dice una che è partita titubante!!). Benvenuta!! ^__^

    @ LadyLindy: heilà, buongiorno! :) )) Eh sì, Amsterdam è proprio bellissima!!! :D

  5. ady happyborn says:

    >quella foto dei formaggi proprio non me la dovevi far vedere….ti seguo con immenso piacere…ah amsterdam, che straordinaria città

  6. Nega Fink-Nottle says:

    >Benvenuta!! ^__^ Io ogni volta che guardo quella foto, ho l'acquolina in bocca XD Hai proprio ragione su Amsterdam, sto già pensando di tornarci!! :D
    Buona domenica e grazie ancora!!

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