>11 agosto 2011 – Utrecht: ovvero di come ti aspetti di visitare una città graziosa e scopri che invece …

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Dopo 2 giorni di full immersion ad Amsterdam, Lady Piemontesina e Baffetto decidono di allargare il loro già fitto Gran Tour estivo e di scollinare ad Utrecht. Sulla Lonely Planet hanno letto un piccolo trafiletto in merito che li ha incuriositi assai e, complice un collegamento ferroviario comodissimo e velocissimo (30 minuti), partono alla volta della piccola cittadina olandese nella speranza che il tempo sia clemente.
Il primo impatto una volta usciti dalla stazione (modernissima e stracolma di negozi) è piuttosto cauto e di scarso entusiasmo. Utrecht sembra infatti una città soprattutto industriale e per certi versi grigia e un po’ triste.
Ma basta proseguire per pochi minuti lungo una delle strade che, dalla stazione, portano in centro per rimanere a bocca aperta. Utrecht è una di quelle cittadine dove il tempo sembra essersi fermato, piccola ma assolutamente splendida.
Prima tappa della passeggiata è l’Oude Gracht, ossia il canale vecchio, che da subito conquista la Pestifera.  Qui, a differenza di Amsterdam, il canale è ad un livello più basso rispetto alla strada ed è percorribile grazie a due sponde, lungo le quali sorgono ristoranti, teatri o  bar.
Vi si accede tramite delle scalette che dalla strada scendono alle rive e, passeggiando, si scoprono degli scorci che sono una vera sorpresa.
Ugualmente bello è il lungo canale, incorniciato da casette dalle facciate tutte diverse e punteggiato dalle onnipresenti bici di ogni forma e colore. 
Capita anche di trovare un edificio piccolino dalle pareti stortissime, che ha subito suscitato nella gianduiotta l’immagine di una casetta inclinata dalla forza del vento (o di un plum-cake lievitato male).
Intanto il tempo è già cambiato tre volte nel giro di mezz’ora: prima nuvolo e grigissimo, poi piovoso e poi finalmente soleggiato. E Utrecht con il sole diventa ancora più stupenda!
Proseguendo il tour, i due viaggiatori percorrono le piccole vie del centro ricche di negozietti e scampano nuovamente alla pioggia, riparandosi stando ben adesi alle facciate delle case. 
Grazie a queste piccole soste e al fatto di puntare il naso all’insù nella speranza di vedere squarci tra le nubi, riescono a scorgere particolari che magari sarebbero sfuggiti. Come ad esempio questa bellissima facciata di mattoni rossi e dalle scritte dorate. 
Sfortunatamente però la pioggia non desiste e, anzi, diventa sempre più fitta. Indomiti e impermeabili, Baffetto e Pestifera si avventurano sotto il diluvio e percorrono l’altro ramo dell’Oude Gracht diretti verso la Domtoren. Questa è la parte più stretta e decisamente più viva del canale, sulla  quale incombe il profilo della torre e su cui si affacciano numerosi bistrot e piccoli locali.

Il colpo d’occhio è meraviglioso, anche con il cielo grigio. E si capisce subito perché nelle giornate limpide, dalla cima della torre si riesca a scorgere anche Amsterdam: la Domtoren è, infatti, l’edificio più alto dei Paesi Bassi: 112 mt di altezza.
Ma non è questa l’unica particolarità! Nel 1674, infatti, una violentissima tempesta abbattè la parte appena costruita del Duomo, lasciando in piedi soltanto la torre e la parte vecchia, in stile gotico fiorito. Non fu mai ricostruita e, unica testimonianza, sono i muri mozzi che partono dalla sua base.
Proprio dietro alla torre, quando il portale è aperto, si può visitare un piccolissimo ma bellissimo chiostro, vegliato dai gargoyles e da una fontana torreggiata da un piccolo scribano, intento a scrivere. L’atmosfera è magica e vale davvero la pena fare una sosta, seduti sotto il porticato! 
 
Si è pero fatta ora di pranzo e, dopo un panino veloce, la gianduiotta e Baffetto visitano prima la Sainkt Pieterskerk, di stile romanico e, successivamente, riposano i piedi a toast prendendosi un cappuccino al bar del chiostro. (Età media degli avventori: 85 anni)
Sainkt Pieterkerk dall’alto
Ma finalmente arrivano le 15, ora della visita guidata che gli farà scoprire tutti gli arcani misteri della Domtoren e, non da ultimo, li porterà in cima alla torre!
Grazie alla guida, i due scalatori provetti scoprono che gli scalini che dovranno percorrere prima di arrivare alla vetta sono ben 465, conditi però da alcune soste che permettono di riprendere fiato.
La prima tappa è la cappella privata del Vescovo di Utrecht che si trova al primo piano e che, si raggiunge tramite una prima scalinata piuttosto agevole e larga. Attualmente viene usata per celebrare i matrimoni  ed è una stanza piuttosto grande, caratterizzata da ampi finestroni con vetrate viola e che dà l’idea di tutta l’imponenza della struttura: i muri infatti sono spessi 4 metri.
Al secondo piano, invece, si arriva tramite il proseguimento della scala a chiocciola che si fa più stretta e (ad essere proprio sinceri) un po’ claustrofobica. Si trattava di un avamposto di guardia, grazie all’ottima visuale sul territorio circostante ed oggi ospita una piccola riproduzione del Duomo e un piccolo carillon, versione minuscola rispetto a quello effettivamente ospitato dalla torre.
Il terzo piano è invece interamente occupato da 14 campane, del peso di 32000 kg, che vengono azionate da quello che è il più grande carillon europeo. La pestifera, che già aveva scoperto l’esistenza di tale “strumento”grazie al film “Giù al nord”, ne è rimasta ulteriormente affascinata vedendolo dal vivo e ha da subito adorato il melodiosissimo suono che questo produce.
Dovete sapere che le campane del carillon vengono azionate tramite una specie di tastiera fatta di “pomelli” che vengono colpiti con il pugno dal carillonista. http://www.campanologia.org/pag/Carillon.htm#
Questo carillon suona 4 volte ogni ora e con 4 melodie diverse. Ciò permette agli abitanti del paese e delle zone limitrofe di sapere automaticamente che ora sia, senza dover ricorrere all’orologio.
Inoltre ogni venerdì e  sabato, dalle 12.30 alle 13.30, il carillonista può decidere quale melodia suonare, sia essa musica classica o musica moderna. E’ capitato infatti di sentire anche canzoni dei Bee Gees e addirittura qualcuna dei Metallica. Inutile dire che la pestifera si è morsa le mani per non essere capitata lì in quei giorni!
Tappa conclusiva (e massacrante) è la cima della torre, che si raggiunge con gli ultimi maledettissimi scalini. La scala a chiocciola qui si fa ancora più stretta (è scavata all’interno di un pilastro) e il passaggio è consentito ad una persona a malapena.
Il panorama che si gode dalla vetta è meraviglioso, anche se la Pestifera lo ha ammirato ben poco causa vertigini. Inoltre bisogna dire che il tempo sempre più cupo ha un po’ guastato la vista e i due scalatori hanno fatto appena in tempo a scattare qualche foto, prima che si scatenasse un vero e proprio diluvio.
La parte del Duomo rimasta in piedi. Si vede in modo netto dove iniziava il muro della navata crollata e, a destra, il chiostro.

Una volta discesi a terra non  resta quindi che prendere la via della stazione, visto che il tempo non accenna a migliorare. Peccato perchè Utrecht meritava sicuramente una visita più approfondita e qualche giorno in più.
Tornano perciò ad Amsterdam: ultima sera, è tempo di prepare la valigia per spostarsi a Copenhagen! 
 

7 Responses to >11 agosto 2011 – Utrecht: ovvero di come ti aspetti di visitare una città graziosa e scopri che invece …

  1. tiziana says:

    >Un altro viaggio intenso nella fredda landa del nord. La città di Utrecht dev'essere davvero carina, a vedere le tue foto (annoto anche questo) Certo che i nostri temerari eroi hanno avuto del coraggio a scalare quella torre, e dopo i 465 gradini, per forza il panorama doveva essere perlomeno fantastico. Bene dopo questa bella giornata a Utrecht ora andremo a Copenhagen, che bello è una tra le migliaia di mete da me sognate. Che bello passeggiare con te gianduiotta.

  2. Nega Fink-Nottle says:

    >Eh sì, Utrecht è un gioiellino!! Te la consiglio assolutamente e ti consiglio anche di spenderci almeno due giorni perchè uno è troppo poco! :)
    Copenhagen purtroppo l'abbiamo vista solo con il brutto tempo :( Sono sicura che il sole gli avrebbe reso più giustizia :)
    Grazie a te per leggermi sempre!! ^__^

  3. Dreamy Melrose says:

    >Deve essere proprio un bel posticino! Nega mi è piaciuto molto questo tuo reportage :) mi viene voglia di visitare Utrecht!!

  4. Ilaria Pedra says:

    >adoro il nord, conosco l'olanda ma non utrecht grazie per essere diventata mia follower. bacioni

  5. distrattamente me says:

    >Vabbè…io l'olanda non l'ho mai considerata tanto…e m'avevi già convinta con la storia che nessuno ti giudica se vai in giro con la giacca a vento milka e il pile lampone (LI DEVO AVERE!!)!!!!ma sto posto qua sembra davvero bellissimissimo!!!
    e allora sai che faccio???in barba al copyright mi stampo tutte le tue indicazioni che qui si sta meditando di andarci in primavera!!!e potrò andarci con la guida di Nega!!!:DD!!!

  6. Chiara says:

    >Se potessi, andrei subito in questi posti. Soprattutto, al momento, per il clima!

  7. Nega Fink-Nottle says:

    >@ Dreamy Melrose: ciao!! Che bello ritrovarti sul blog! ^__^
    Sìììì, bellissimissima Utrecht! La consiglio proprio!
    E grazie per i complimenti! ^__^ Mi sono resa conto di aver dimenticato di postare una foto, sgrunt! Va beh, rimedierò XD

    @ Ilaria: ciao e benvenuta!! :D Tu dove sei stata in Olanda? :) ))

    @ Distrattamente: ma sai che neppure io l'avevo mai filata di striscio, l'Olanda? XD Sono onoratissima che ti stampi questo post!! :D :D :D Se vuoi ti spiego altre cose per e-mail, perchè so già che mi sono dimenticata di menzionare qualcosa XD
    P.s. Se vuoi ti dò il codice articolo della giacca e del pile, sono comodissimi!! XD

    @ Chiara: ehehehe, il freddo invoglia parecchio vero? :D

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