>12 agosto 2011 – Say good bye to Amsterdam, flying to Copenhagen!

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E insomma, è già tempo di lasciare Amsterdam. I due instancabili viaggiatori partono alla volta di Copenhagen, non senza dispiacere. Con il senno di poi avrebbero voluto dedicare più tempo all’Olanda che gli ha regalato paesaggi meravigliosi, ma ormai è fatta e il volo della SAS li aspetta alle 11!
Decollano sotto un cielo plumbeo e atterrano sotto un cielo ancora più cupo. Ad accoglierli una fresca temperatura di 11 gradi e una promessa di pioggia imminente.
Entrando all’aeroporto la gianduiotta ha la netta impressione di aver già visto quel posto… ma certo, sembra l’Ikea! Non c’è la piscina di palline all’ingresso né l’aroma di polpette svedesi, però tutto quel legno la fa sentire a casa. Un po’ quelle pareti tutte bianche e quelle strutture in legno squadrate la inquietano, ma per fortuna all’aeroporto bisogna starci poco!
Primo passo necessario: fare la Copenhagen Card. Come ad Amsterdam, anche qui c’è la possibilità di comprare una carta cumulativa che per 24/72 h permette al turista di viaggiare gratuitamente sul trasporto pubblico e garantisce l’entrata gratuita (o scontata) a molte attrattive della città.
Carta-muniti, Baffetto e Piemontesina si spostano al piano interrato dove, in 5 minuti di treno, raggiungono la stazione vicina al quale sorge il loro hotel.
Ecco, parliamo dell’hotel…anzi, Sparliamone!! Il primo impatto non è stato dei migliori e neppure gli impatti successivi. Nuovissimo e monoliticissimo, per carità, ma le camere lasciano alquanto a desiderare vista la cifra pagata a notte: 90 €!
Intanto la stanza che la gianduiotta aveva prenotato tramite booking doveva essere matrimoniale, mentre invece si ritrovano in una stanza doppia. E neppure una doppia con letti singoli avvicinabili, bensì una camera con letti a castello. Non so se mi spiego.
Inoltre le dimensioni della suddetta sono all’incirca: 2 mt di larghezza per 3,5 in lunghezza. A esagerare. E vogliamo menzionare il bagno, eh? Vogliamo farlo?
Quello sgabuzzino definito tale non è nient’altro che un antro di 1 mt per 1 mt, dove coabitano: un lavandino microscopico, un wc e, attenzione, una doccia! Ma com’è questa doccia? Tale ingegno tecnologico è costituita da apposito getto fissato al soffitto e… basta. No, dico, BASTA.
Beh sì, c’è anche una tendina verde muffa che separa la doccia dal resto del bagno. Ma non aspettatevi che sia rialzata o che, quantomeno, il piatto della doccia sia a parte rispetto al resto del pavimento. No, è tutto integrato. Quindi quando uno fa la doccia allaga completamente il bagno e, per dare più allegria, può anche piazzare un paio di pesci rossi a mollo, l’effetto acquario è garantito!
Vorrete mica lavarvi i capelli sotto la doccia?? Va là, che antichi! Mica c’è spazio. La gianduiotta ci ha provato ma lo ha dovuto fare con le braccine ben adese al corpo, chè l’ampiezza del bagno non permetteva di allargare le braccia e strofinarsi adeguatamente la chioma.
Ecco, non è che si voglia fare i pistini, ma per 90 € (considerando pure che la pestifera ha dovuto pagare di più per avere il bagno in stanza) ci si aspettava qualcosa di meglio.
I due hanno anche provato a chiedere lumi in merito alla reception. Con un sorriso è stato spiegato loro che potevano cambiare camera quando volevano (evviva!), ma pagando 102 € a notte (prego??).
Tutto sommato – pensano – in stanza devono passare solo la notte, quindi inutile farsi il sangue amaro. Via, verso l’infinito e oltre!
Stomaci affamati, cercano perciò un locus amenus in cui pranzare. Sono così tanto affamati che si infilano nel centro commerciale vicino e optano per un bar, anche piuttosto affollato. Ancora incerti sulla qualità del cibo danese, decidono di andare sul sicuro: due panini e via!
Non avevano però calcolato che il panino danese è tutto particolare. Trattasi infatti di panino aperto, ossia fetta di pane inferiore con sopra cibo di ogni tipo (sottaceti, pollo, pasta fredda, ecc.) + salse varie + fetta di pane superiore appoggiata sbilenca per mostrare il contenuto del panozzo. Ne deriva che la dimensione implica che lo si mangi con coltello e forchetta, onde evitare inutili e raccapriccianti spargimenti di cibo.
Non mi pronunzierò sulla bontà del suddetto, perché dopo aver visto spuntare dal pane alcune fette di un salume di qualche tipo color rosso fosforescente ho smesso di farmi domande.
Ben rifocillati, i due si  dirigono in centro dove hanno intenzione di sfruttare il barlume di sole appena spuntato per fare una bella passeggiata. Prima tappa è la Rundetaarn, ossia la torre rotonda fatta costruire nel XVII  secolo da Cristiano IV, come osservatorio astronomico.

La foto fa schifo, lo so, ma era impossibile da fotografare decentemente causa lavori in corso ovunque :-/

La particolarità è la rampa elicoidale che la percorre al suo interno e che permette di salire fino in cima, in modo molto più comodo rispetto ad una scala a chiocciola.

Dalla terrazza sul tetto si ha una vista su tutta Copenhagen e, nelle giornate particolarmente limpide, si possono vedere anche la Svezia e il ponte sull’Oresund.

Il ponte sull’Oresund sullo sfondo
La torre del Radhus (il municipio) e dietro la giostra del parco di Tivoli
Da qui i due si tuffano nella folla della Krystalgade, fiancheggiano l’università e la biblioteca e spuntano su Norregade, dove si intrufolano nel giardino della Sankt Petri Kirke.

Nel frattempo ha iniziato a piovere e, per sfuggire al freddo e all’umido, cercano un bar dove bersi un cappuccino rinfrancante e riscaldante. Ne trovano uno microscopico  dove il proprietario li informa gentilmente che chiuderà entro mezz’ora ed è così che Baffetto e Pestifera fanno conoscenza con gli strambi orari che vigono in Danimarca. Si apre alle 10 e si chiude alle 16.30, massimo 17.  Dopo, attaccatevi al tram!

Questo bar aveva una predilezione per le mucche
Dopo questo cappuccino piuttosto frettoloso, si reimmergono nella folla ma questa volta nello Stroget , ossia la via pedonale più lunga del mondo. Si compone di più strade, tra cui Amagertorv e Nygade, ed è un’infinita fila di negozi e boutique lungo le quali si assiepano giuovani e meno giuovani.
Per chi vuol fare acquisti è il posto giusto, ma anche per chi vuole bersi un cappuccino con vista sul passeggio più famoso della città.

L’Hojbro Plads che si apre nella parte finale dell’Amagertorv

La Hojbro Plads vista con alle spalle Amagertorv
La fontana delle cicogne (Stork Fountain) in Amagertorv

Qui la gianduiotta e Baffetto si avventurano nel bellissimo negozio della Royal Copenhagen, dove la prima ha una missione da compiere: comprare uno dei piatti da collezione per la Regina Madre. Dopo 1 ora di visita lungo i 4 piani e innumeroli porcellane di varia foggia e misura, i due viaggiatori avvertono i primi segni di cedimento.

La stanchezza si fa sentire e, dopo una breve passeggiata nella Hojbro Platz, si dirigono velocemente verso il Ved Stranden per una prima vista su Christiansborg.

Ved Stranden
Gammel Strand
Il castello di Christiansborg

Christiansborg visto da Langebro
Ma ormai non ce la fanno più e, con i piedi a toast e la schiena dolorante, fanno ritorno all’hotel. L’indomani li aspetta una giornata impegnativa!
 

8 Responses to >12 agosto 2011 – Say good bye to Amsterdam, flying to Copenhagen!

  1. Ilaria Pedra says:

    >con me cn la danimarca vai sul sicuro la conosco circa tutta e la adoro. Ma senti ora ho realizzato, tu sei una del blog tour di marica? baci

  2. Ruggero says:

    >Non so se si è notato il tempo merdaviglioso…

  3. Dreamy Melrose says:

    >Tempo uggioso, ma città incantevole!! :)
    ma i vostri piedi si sono rimessi in forma?? io mi ricordo certe vesciche da spavento dopo i viaggi auhauhuh ;)

  4. LaLalla says:

    >Ciao tesorina!!! Sono tornata! (o almeno credo!) Avrei millanta cose da dire e da scrivere ma per il momento ho solo aggiornato la vita in 3 punti ;)
    Ora mi metto comoda e mi aggiorno un po' su quello che hai combinato in questi mesi! ;)
    Un abbraccio sincero Xoxo

  5. Nega Fink-Nottle says:

    >@ Ilaria: allora mi sa che ti chiederò qualche info sulle zone danesi non visitate ;)

    @ Ruggero: tempo merdaviglioso? Dove? In Danimarca? Ma vàààà!!!

    @ Dreamy: i piedi hanno ripreso una forma normale… dopo una settimana però XD Per fortuna che le Tiger sono comode!!!
    La città è molto bella, peccato per il tempo che non rende giustizia e i lavori in corso ovunque O__O

    @ LaLalla: ma ciaooooo!!!! ^__^ Ho già letto le novità, ihihihihhi….. uè, non fare più sti scherzi!!! :D

  6. tiziana says:

    >Che disagio trovarsi con un hotel che non ti soddisfa, ti potrebbe rovinare una parte della vacanza, a me è successo, era un incubo dover rientrare la sera. Non è certo paragonabile a quello di Amsterdam. Mi sembra che la città offra spunti interessanti. Aspetto il seguito. Smak

  7. Nega Fink-Nottle says:

    >@ Tiziana: eh sì, in effetti la scoperta dell'hotel ci ha lasciati un po perplessi :) Però, considerando che dovevamo rimanerci solo la sera, è stato un male minore :)

    @ Dual: grazie mille! :)

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