>14 agosto 2011 – Gita a Hillerod: Frederiksborg Slot e poi nuovamente Copenhagen!

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Il 14 agosto indovinate come inizia? Bravi, con il tempo cupo e uggioso! E fa freddo? Fa moooolto freddo! Il termometro si è fermato a 13 gradi e non avete idea di quanto i due pinguini stiano adorando le giacche della Quechua comprate ad Amsterdam!
L’umidità si aggira intorno al 450%, quell’umidiccio freddiccio che ti penetra bene nelle ossa e ti fa venire i reumatismi precoci.
E’ notizia di poco fa che il clima copenhagese è stato eletto, all’unanimità, come clima migliore del pianeta nella categoria fuori concorso “Il clima migliore per i funghi e i licheni”.
Particolari meteorologici a parte, oggi si va a Hillerod a visitare il bellissimo Frederiksborgslot. Il castello si trova ad un’oretta di viaggio da Copenhagen ed è comodamente raggiungibile con un treno diretto dalla stazione centrale della capitale. Appena arrivati, la piccola cittadina appare un po’ triste: non c’è anima viva in giro e, di sicuro, il tempo bigio non aiuta. Ma basta allontanarsi di qualche passo verso le vie più interne per trovare le piccole casette tinta pastello, che tanto piacciono alla Pestifera.

Un edificio che sorge sulla piazza
Appena si arriva nella piazza principale, il paesaggio che si apre davanti ai loro occhi è incantevole: un enorme parco con laghetto, nel quale si specchia il Frederiksborg Slot.

Fatto costruire da Cristiano IV come residenza reale, è il più grande castello rinascimentale della  Danimarca ed è composto da 70 stanze interamente visitabili. Attualmente è conosciuto anche come il Museo di Storia Nazionale e vale davvero la pena visitarlo.

La Gianduiotta è stata particolarmente colpita da questo corridoio rinascimentale

e dalla Chiesa del castello, un autentico capolavoro. Quando il sole filtra attraverso le vetrate istoriate i colori che si riflettono sulle pareti bianche creano un’atmosfera meravigliosa.

La prima stanza del castello
La Grande Sala 
Una finestra con incisi sul vetro i nomi di alcuni visitatori. L’incisione più vecchia è quella di destra, 20 agosto 1913. Non fa impressione?

Decisamente splendido anche il giardino barocco, che i due camminatori indomiti hanno la fortuna di visitare sotto un cielo che d’improvviso si squarcia e un sole incredibilmente caldo.

Mentre passeggiano per la verzura e tra le chiare e fresche dolci acque della fontana, arrischiano addirittura la manica corta, quasi vergognosi di tanta tracotanza.

Prego notare come sia il primo sole che bacia i giuovani volti di Baffetto e Pestifera dopo 4 giorni di nuvole ininterrotte. Lì per lì temono di doversi nascondere all’ombra di un salice, nel timore di venire cancellati via come vampiri. Ah no, quello succedeva con i vecchi vampiri. Ora quelli di nuova generazione sbrilluccicano al sole come swarosky, che sbadata!
L’altro lato del lago
Il castello visto dalla fontana

Si sono però fatte le due e, dopo tanti passi e tanta conoscenza, gli stomaci dei due globetrotter iniziano a rumoreggiare.

Lasciano quindi il parco per avventurarsi verso il centro di Desertolandia, no volevo dire Hillerod,  alla ricerca di un po’ di cibo. I locali sono però tutti chiusi e, proprio mentre stanno per arrendersi, il loro occhio vispo registra una insegna dai colori e dalle parole conosciute: “Bella Italia” (o qualcosa di simile, insomma). Trattasi di locale microscopico nel seminterrato di un piccolo edificio dove si mangiano pizza o panini VERI!!

Ora voi dovete sapere che il cibo danese è piuttosto, come dire, particolare e che vedere cibo commestibile e di stile italico rappresenta un miraggio per i due affamati. (Spiegherò più avanti in un post apposito il perché di tanta felicità).
La scelta si rivela quantomai azzeccata. Il posto è di poche pretese, l’equivalente di un pizza al taglio da asporto, ma il panino è davvero succulento! Primo perché il pane è cotto sul momento ed è quindi caldo e croccante e poi perché sia il prosciutto crudo che la mozzarella sono veramente buoni. Molto meglio che tanti bar pretenziosi che si trovano in Italia!
Persino il pesto, piazzato lì nel panino a tradimento, non stona e regala un sapore tutto nuovo per i nostri gusti.
Zavorrati da questo buon panozzo (stava a malapena su un piatto piano), la Gianduiotta e Baffetto fanno ritorno a Copenhagen, dove si dirigono verso il Rosenborg Slot che sembra tanto la copia in piccolo del Frederiksborg di Hillerod.

Anche questo castello fu fatto costruire da Cristiano IV e costituiva la residenza estiva dei reali. Sorge su un piccolissimo laghetto e le stanze da visitare sono pochine. La cosa veramente interessante sono i gioielli della corona, per cui Baffetto ha pronunciato più di un “ooooooh” ammirato :)

Prego notare che non si possono fare foto all’interno del castello, a meno che non si compri un pass speciale al costo di 2 € a persona.
Non mi esprimo in merito. O meglio, mi esprimo: ma stiamo scherzando????
Finita la visita i due acculturatissimi viaggiatori si incamminano verso il centro passando per il parco del Rosenborg slot e scoprono che la domenica, in caso di sole, i danesi amano trovarsi al parco per sdraiarsi sull’erba e leggere o sonnecchiare in compagnia. In effetti per loro il sole dev’essere davvero qualcosa di straordinario!!!

E siccome tanta straordinarietà non può durare a lungo, dopo nemmeno mezz’ora il tempo cambia nuovamente e si incupisce sempre più. Giusto in tempo per la crociera in battello prenotata per le 17!
Grazie alla saggezza e lungimiranza di Baffetto si sistemano al coperto e la scelta, dopo pochi minuti, si rivela decisamente intelligente! Inizia infatti a diluviare ed evitano quindi di inzupparsi e di intossicarsi con lo scarico del battello.
La crociera è carina e permette di vedere la città dai canali; peccato però per la pioggia che non permette ai due di godersela appieno (e nemmeno di fare foto decenti :( )

Il Diamante nero – ossia la Biblioteca Nazionale
Ve l’avevo detto che è assediata dai turisti….

Christianshavn vista dal basso

Festa in un locale sul canale di Christianshavn
Il battello riflesso nel Diamante Nero
Gammel Strand

E’ arrivata anche l’ora di cena e, dopo un lungo bighellonare alla ricerca di una birreria aperta, i due affamati raggiungono finalmente un pub che sembra promettere bene. Qui vengono a conoscenza di una formula di cena danese del tutto particolare.
Tale menù si chiama Smalle Platte e prevede:

la foto è penosa perchè fatta con il cellulare
  • Fettine di arrosto di maiale
  • Aringa marinata
  • Una sottospecie di insalata russa
  • 4 fettine di pane
  • Burro salato
  • 4 formaggini confezionati (sì, proprio come quelli che si trovano al supermercato!) ai gusti: ananas e noccioline, roquefort, brie e pepe.
  • 2 bistecche impanate (non si sa di cosa)
  • cetrioli sottoaceto piccanti
  • cipolla marinata
L’aringa è piaciuta subito alla Pestifera, mentre non si può dire lo stesso di Baffetto che non la toccherebbe con un palo di 10 mt. Il resto… beh, piuttosto particolare no??
Inutile dire che, dopo un pasto così leggero, i due zavorrati si sono diretti all’hotel nella speranza di digerire e di sfuggire alla sempre presente pioggia.
 

2 Responses to >14 agosto 2011 – Gita a Hillerod: Frederiksborg Slot e poi nuovamente Copenhagen!

  1. TuristadiMestiere says:

    >mi piace questa carrellata di foto!!! La chiesa è un capolavoro e sono rimasta incantata dal "diamante nero"!!! Che spettacolo!

  2. Nega Fink-Nottle says:

    >@ Turista: hai visto che roba la chiesa? :D Io sono rimasta così :-O
    Il Diamante Nero dev'essere fico quando c'è il sole, sai che luce che ci sarà dentro con quelle vetratone?
    Grazie per il commento! :D

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