>La fine arte di ustionarsi il palato

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Se c’è una cosa in cui la pestifera è abile maestra, questa è senza dubbio la fine arte di ustionarsi il palato. O’ voi neofiti di questa pratica tanto utile quanto prestigiosa, non crediate che basti scottarsi la cavità orale una o due volte l’anno per poter accedere ai sacri misteri dei Mastri Abbrustoliti.
Questa fine arte va perseguita con tenacia e perseveranza. E anche con quel pizzico di masochisme che non fa mai male.
La gianduiotta sono anni che percorre la sacra via della scottatura e si stupisce, ogni volta, di come non abbia ancora imparato a gestire certi cibi ad elevato potere ustionante.
Passino le olive ascolane, che ti danno l’illusione di essere tiepide e dentro hanno il ripieno a quattro mila gradi.
Passino i pomodori ripieni, che conservano al loro interno lo stesso calore del nucleo terrestre.
Ma la pizza…. La pizza è ovvio che scotti! Il formaggio che ribolle dovrebbe essere già di per sé indice di incandescenza, per non parlare della salsa di pomodoro, infida per natura.
E invece no, puntualmente la gianduiotta addenta le fette di pizza con baldanza e puntualmente si carbonizza la parte di palato proprio sopra gli incisivi. E mica scottaturine da dilettanti! Roba che per due settimane il solo contatto dell’acqua in quella parte di bocca le fa vedere l’intera via lattea!
Ma non pensiate che la pizza sia il suo unico tallone d’Achille. Nel podio per i tre cibi più dannosi alla salute della pestifera, la medaglia d’argento è vinta a mani basse dal risotto. Oh sì signori e signore, proprio lui!
Sarà perché la piemontese ha l’appetito di un brontosauro e la pazienza di un comodino, ma ogni volta che se lo trova fumante nel piatto non riesce ad attendere più di 5 secondi, dopo i quali irrimediabilmente se ne infila una badilata in bocca. Il suo peggior nemico è il risotto fatto con il riso arborio o carnaroli, proprio quello che diventa più cremoso e, quindi, più rovente. Ma anche con il parboiled o il thai non scherza.
Medaglia di bronzo, infine, per le patatine fritte. Per quanto la gianduiotta ci soffi sopra, non è mai abbastanza. Lei crede, povera creatura ingenua, che bastino due soffiatine leggiadre per raffreddarle e renderle commestibili. E invece no, neanche soffiandoci sopra come un mantice per un minuto consecutivo si può avere ragione di quei maledetti fiammiferi dorati. Risultato? Labbro inferiore brasato, così come la punta della lingua e parte del palato. Un trionfo!
Recentemente ha poi scoperto un ulteriore cibo con il quale va particolarmente d’accordo: il passato di verdure. Con una sola cucchiaiata è riuscita a cimirsi l’intera lingua, palato, epiglottide, tonsille e anche laringe. E ieri si lamentava con Baffetto: “Non riesco a mandare giù, sento tutta la gola tipo cartavetro”. 
Strano…
Se si fosse impegnata appena un po’ di più, è quasi certo sarebbe riuscita ad ustionarsi anche i timpani ma per quello, si sa, ci vuole un minimo di allenamento.
Cure? Le ha già provate tutte. Persino un nuovissimo ritrovato della tecnica farmaceutica: un gel all’aloe al sapore di liquirizia che ripara l’irreparabile.
Ultimamente ha dato forfait, non ha più funzionato.
O’ voi produttori del Polaramin, Foille e anti ustionanti tutti: non vi è mai venuto in mente di creare una pomata da spalmare a cazzuolate anche nel cavo orale? Fossi in voi un ragionamento lo farei. Avreste un’affezionatissima e fedelissima acquirente che ve ne acquisterebbe container!  Pensateci!!
La vostra abbrustolitissima pestifera
 

10 Responses to >La fine arte di ustionarsi il palato

  1. Ruggero says:

    >No, tu hai bisogno di un campo di forza attorno al tuo piatto che ti *costringa* ad attendere il tempo dovuto!

  2. automaticjoy says:

    >Devo dire che non raggiungo i tuoi livelli di ustionamento, ma inevitabilmente mi ferisco il palato con qualunque cosa non abbia la consistenza di un omogeneizzato. Io addento e mi sfregio. Posso entrare nel club dei palato-haters? :)

  3. tiziana says:

    >Mi piacerebbe troppo conoscerti, passare con te anche solo un pomeriggio. Chissà quali sorprese! Siccome sono una buona forchetta, a differenza di Ruggero, il mio Piero, quando mi accingo ad assalire il piatto, sai che mi dice "ci vorrebbe il turtui"….. in realtà è molto dolce :)
    ciao cara e fai attenzione ai cappellini in brodo.

  4. Laura says:

    >io invece mi scotto la lingua, non il palato! posso essere lo stesso un Mastro Abbrustolito?

  5. Nyu says:

    >Io mi scotto la lingua.. ieri ci sono riuscita con un'oliva soffritta! ..è insensibile ancora adesso.. -_-

  6. Nega Fink-Nottle says:

    >@ Ruggero: che drastico :P :D

    @ Automaticjoy: ocio alla crosta del pane e ai grissini allora, quelli sono bastardissimi O__O E sì, sei la benvenuta nel clan :D :D :D

    @ Tiziana: ma che tesoro!! *__* Anche io avrei una gran voglia di conoscerti(vi) sai? :D Urge organizzare un incontro secondo me!!! :D :D :D Con i cappellini in brodo mi hai fatto morire dal ridere, ahahahha XD Quanto hai ragione!!!

    @ Laura: certamente!! anche scottarsi la lingua è una fine arte! Dopo l'entrata nel club dei budini molli, sei assolutamente benvenuta nei mastri abbrustoliti :D

    @ Nyu: argh, l'oliva soffritta!! :-/ buonona, ma letale :( (( Solidarietà!! *__*

  7. AnnMeri says:

    >Purtroppo anch'io sono impaziente e l'oliva ascolana è una vera e propria assassina! Anche la pizza non è da meno…eppure basterebbe aspettare qualche minuto in più ^^'

  8. Nega Fink-Nottle says:

    >Eheheheheh, dobbiamo lavorare sulla nostra pazienza mi sa :D

  9. cheap_cialis says:

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