>Viaggio a Parigi – 1° giorno – Seconda parte (ovvero, non volevo fare un post kilometrico ma non ci sono riuscita)

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Dopo una breve rinfrescata e dopo aver testato ogni singola caratteristica della camera dell’albergo, i nostri franciosissimi eroi si apprestano a salire sulla Tour Eiffel.

E’ bene premettere che Lady Piemontesina, nei giorni antecedenti la partenza, si è trasformata in una agenzia di viaggi compulsiva e in un impeto di foxytà ha pensato bene di comprare su internet i biglietti per salire sul famosissimo monumento.

“Ti faccio vedere io come si evita la coda chilometrica per salirci!!”, soleva ripetere al povero Baffetto prima di partire. “Ci penso io a fare i biglietti e a prenotare l’orario di visita!!” (il tutto rigorosamente in tono alla Sochmacher).

Senonchè una volta giunti sotto la Tour si presentano n°2 imprevisti:

a) la coda per entrare con biglietto prenotato è pressochè equivalente alla coda per chi deve ancora acquistare i tickets.
b) l’ascensore non porta fino al terzo piano (probabilmente guasto tecnico) ma si ferma al secondo piano. Ergo: comprare i biglietti in anticipo non conviene perchè si rischia, come nel nostro caso, di spendere 26 € e non godersi nemmeno la vista dalla sommità. (Vi farò sapere se arriverà il rimborso del biglietto)

Imprevisti a parte, mentre attendiamo il nostro turno per salire ci rendiamo conto che:

a) siamo vestiti come due procioni in missione in Antartide (mi sono sentita tanto come il protagonista del film “Benvenuti al nord”, quando arriva a Nord Pas de Calais con tanto di piumino antigelo e cappello di pelo e scopre che sono tutti in giro in kway)e che i giuovani, le ragazze in particolare, portano con allegra disinvoltura sottili trench e ballerine senza calze. Cosa che noi faremmo solo in primavera inoltrata e non con 5-6 gradi!
b) causa punto a) e, forse, causa nostra fisionomia veniamo subito etichettati da tutti i vuccumprà della zona come “italiani” (andavano a colpo sicuro senza ancora averci sentito parlare!!!)
c) comprare un panino nei chioschetti sotto la Tour non è bene. Per 5 € ti rifilano un panino equivalente ad una mezza baguette (floscia) farcito di burro (ma dico io, al massimo metti la mayonese ma il burro nooooo!!) e prosciutto cotto di dubbia natura. Il tutto ad una tiepida temperatura da freezer che ti consente di iniziare il tuo romantico week end parigino con una congestione.
d) non è possibile fare più di mezzo passo senza che uno sciame di zingari, vuccumprà, cingalesi, ispanici ti si fiondi addosso sperando di venderti il souvenir dell’anno: la Tour Eiffel che si illumina di tanti colori!! Oribbileeee!! Tipo la gondola da mettere sopra la tivù che puoi trovare a Venezia, tanto per intenderci…
e) causa punto d) e causa cartelli sparsi un po’ dappertutto, non puoi girare mano nella mano con il tuo consorte ma sei costretto a camminare con le mani infilate nei punti strategici: portafoglio, cellulare, macchina foto per evitare che ti vengano rubati;
f) ci sono ovunque militari con mitragliette e flick in bici che controllano la situazione. (La cosa non mi pare collimare con il punto e)

Salire sulla Tour comporta una certa dose di pazienza perchè 
 si viene pressati contro un’orda di troll internazionali urlanti che cerca in ogni modo di passarti davanti per salire sull’ascensore e le attese possono anche essere lunghette. Però la vista da su è meravigliosa e, diciamocelo, anche molto romantica :) In questo periodo al primo piano c’è anche un piccolo patinoire su ghiaccio e, se si vuole, ci si può anche concedere una pausa al bar della Tour Eiffel che c’è a fianco.
Il mio personalissimo consiglio è scendere dal primo piano a piedi perchè gli scalini non sono tantissimi e poi è sicuramente più suggestivo che osservare il panorama pigiati come delle acciughe contro i vetri dell’ascensore.
(Vorrei aprire una piccola parentesi tutta dedicata al mio ego: 
Il cognome Berthier è il quarto partendo da sinistra
appena arrivati sotto la Torre mi sono resa conto che tra i vari nomi incisi sotto la balconata del primo piano  figurava anche Berthier!!!Mi sono sentita quasi importante :D   Trattasi di Pierre Berthier, noto mineralogista francese del 18° secolo che scoprì la Berthierite.
Momento culturale: Monsieur Eiffel decise di incidere lungo le 4 facciate della torre i 72 nomi di cittadini francesi (sopratutto scienziati e ingegneri) in segno di riconoscimento per i loro studi. Lo sapevate???)

Er cupolone dorato
Una volta tornati con i piedi per terra ci dirigiamo verso l’Hotel des Invalides, grandioso complesso che era nato con lo scopo di ospitare i soldati invalidi. La cupola dorata, costruita per la cappella privata di Luigi XIV, è inconfondibile e riconoscibile da qualsiasi punto panoramico della città. Il complesso, di una elegantissima grandiosità, ospita il Musée de l’Armée e, all’interno della cappella, la Tomba di Napoleone (che visiteremo il giorno dopo). Dopo una breve visita del porticato e della corte, dove si possono ammirare 4 meridiane diverse lungo le 4 facciate dell’edificio, proseguiamo in direzione Grand e Petit Palais.
I 4 piloni e a sinistra il tetto di vetro del Grand Palais
 Il colpo d’occhio, una volta usciti dal retro degli Invalides, è meraviglioso. Spiccano infatti i 4 piloni sormontati da statue dorate che decorano il Ponte Alexandre III, mentre sullo sfondo appaiono il tetto di vetro del Grand Palais e il dirimpettaio Petit Palais.
Instancabili e indomabili arriviamo alla ruota panoramica di Place de la Concorde (chissà poi perchè mi sono fissata con questa ruota…sarà l’istinto del criceto che è in me che viene fuori!)

e poi, tanto per far capire ulteriormente come noi si sia fuori dal giro, girovaghiamo per Place Vendome in cerca di un localino per mangiare (in Place Vendome persino per acquistare un pacchettino di fazzoletti devi donare un rene) . Ovviamente posticini in cui cenare non ne abbiamo trovati (o meglio, il nostro portafoglio non ha trovato nulla di suo gusto), in compenso se sommassimo il valore dei gioielli delle boutique della piazza credo che si arriverebbe tranquillamente a superare il PIL del Belgio!

Una delle 4 rappresentazioni della Francia sul Ponte Alexandre III
Purtroppo, dopo tanto girovagare, affamati e con i piedi a toast approdiamo in una specie di ristorante/birreria/bistrot in cui ci fermiamo più per stanchezza e per sfinimento, piuttosto che per le specialità culinarie proposte. Insomma, il posto non pareva il trionfo del palato ma tutto sommato pareva che i piatti sulla carta fossero onesti. PAREVA. La bistecca che ho preso io era morbida e fragrante quanto una suola di Nike (mancava la virgoletta e non avrei saputo differenziare una dall’altra); le patate erano gnecche e sapevano di muffa (nemmeno una boia panatera doc le avrebbe degnate di uno sguardo) e il cheeseburger di baffetto era grande quanto un francobollo. Rotondo.
Non parliamo del costo dell’acqua minerale: 4 € per 0,25 cl di Vittel. Insomma, oro liquido!
Ergo, se vi capitasse mai di gironzolare affamati nella zona circostante alla Tour Eiffel, evitate come la peste queste sottospecie di birrerie. Riuscireste a brasare 30 € in un amen, per il nulla!!

Fine della seconda puntata. Stay tuned and updated!

 

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