>Viaggio a Parigi – 2° giorno – Prima parte

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Ahinoi il secondo giorno di permanenza a Parigi incomincia all’insegna di una pioggerellina fine e insistente. Noi però, che siamo indomabili e water resistant, ci catapultiamo fuori dall’hotel alle 8.30, fiduciosi del fatto che a Parigi c’è un clima continentale e quindi, chissà, magari, forse, speriamo, boh, il tempo cambierà in breve tempo.
Mai speranza fu più sbagliata! Con un perfetto tempismo, infatti, appena giunti ai piedi della Basilica del Sacré Coeur inizia un diluvio universale con tanto di vento e ribaltamenti plurimi di ombrello.
Sacré Coeur

Inutile sottolineare la mia stizza per non poter scattare giga di foto di uno dei punti più famosi di Parigi. Altrettanto inutile contare le volte in cui, cercando di sfidare le intemperie e estraendo la Nikon da sotto il cappotto, ho infradiciato l’obiettivo e la macchina….
Purtroppo, visto il tempo, le strade intorno e sotto la Basilica erano deserte, invece che brulicanti di artisti e di folla variopinta. E i marciapiedi si sono in breve tempo tramutati in torrenti che hanno trasformato le nostre scarpette in pratici bacini idrici portabili.
Nonostante il mio umore da gufo impagliato e fradicio
e la mia inclinazione degna del miglior pessimismo cosmico, decidiamo di dirigerci verso il cimitero di Mont Martre, dove si dice siano sepolti molti nomi famosi. Da perfetta profana pensavo fosse sepolto lì anche Jim Morrison (mai fregato niente del cantante, pace all’anima sua, ma una volta sul posto il tutto assumeva un’aura di interesse)e al motto di “Amò, annamo a vvedè se c’è la tomba di Jimme!” ci intrufoliamo nel cimitero deserto e diluvioso.
All’entrata una mappa ci indica chi è sepolto dove (Jim Morrison non è fra questi, sta di casa al Père Lachaise) e tra tante tombe tutte appiccicate l’una all’altra incontriamo l’illustre Emile Zola, Dumas figlio, il sig. Ampère e Stendhal.

Emile Zola

Avrei voluto pascolare fino alla tomba di Truffaut e Degas, ma la pioggia francamente ci ha fatto desistere a proseguire. Le tombe sono tutte molto particolari e monumentali e, a mio personale avviso, l’atmosfera che regna in questo cimitero potrebbe essere tranquillamente adatta per un film dell’orrore. Insomma, io se rimanessi chiusa con il buio un certo scagotto lo avrei, ecco!

Ospite felino (Noto con fastidio che molte foto sono storte, tutto perchè con una mano tenevo l’ombrello e con l’altra la Nikon. Mfp!)

Ormai divenuti due anfibi cosmopoliti, torniamo sui nostri passi e ci imbattiamo nel Moulin Rouge (Ok, shame on me, ma quando ci sono arrivata davanti ho pensato “Mbè, tutto qui??”) e con la metro torniamo in zona Tour Eiffel per andare a visitare la tomba di Napoleone. Che grandiosità! Che meraviglia! Che sfarzo! Che!!!
Il simpatico ometto corso
abita nella cripta circolare a cielo aperto che si apre al centro della cattedrale degli Invalides e sonnecchia dentro ad una tomba matrioska:

l’involucro esterno è di quarzite rossa della Finlandia e al suo interno ci sono altre 6 bare (ognuna di un materiale diverso) che contengono i suoi resti. Ma non è finita qui! Attorno al sarcofago sono disposte in cerchio 12 enormi statue rappresentanti la vittoria

e la cripta si amplia in un loggiato circolare, sulle cui pareti sono illustrati i punti clou del regno di Napoleone. Insomma, il trionfo dell’ego e della megalomania!

Ma è ormai ora di pranzo e, con la prospettiva di visitare Notre Dame nel pomeriggio, ci spostiamo verso il Quartiere Latino in cerca di un posticino in cui mangiare. Memori della fregatura presa il giorno prima, fatichiamo non poco a trovare un posto che ci permettesse di mangiare senza dover dilapidare la carta di credito e, dopo lungo peregrinare, approdiamo in un ristorantino la cui specialità è il couscous. La scelta si è rivelata azzeccata! Le portate erano abbondanti e il couscous strepitoso!! (Stasera controllo il nome del locale, nel caso a qualcuno interessasse. In ogni caso si tratta di un ristorantino microscopico e con poche pretese, quindi non immaginatevi un locale vips o alla moda)
Cosa ancora più sorprendente, durante la nostra pausa pranzifera il cielo plumbeo si squarcia e finalmente esce il sole!!E Parigi con il sole cambia completamente!
Fine terza puntata


   

 

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