Questione di feeling

La Pestifera è stata colpita e affondata.

Da cosa?

Beh, dai famosi container in partenza.

Sta annaspando tra distinte di prelievo e certificati, oscillando tra visione nefaste e lugubri:

Non ce la farò mai, i container non partiranno e l’intera economia mondiale andrà a rotoli per causa mia

e piccoli spunti di ottimismo:

Ce la posso fare, ce la posso fare, non saranno certo dei container ad abbattermi!

Negli ultimi due giorni, per la cronaca, la gianduiotta sta naufragando nel pessimismo cosmico.

Non mangia (a pranzo).

Non beve.

Non parla.

Non dorme.

In pratica è un relitto umano in balìa dell’ansia. Motilità facciale di un blocco di granito, colorito pantegana e nervosismo a nastro.

Se sopravvive a questa stramaledetta sequenza di container, sente che potrà vivere serena.

                                                                                                                                                … almeno per qualche giorno.

E poi c’è un’altra cosa che le dà da pensare… ossia il clima di ostilità nei suoi confronti, che percepisce tra i nuovi colleghi.

Si sente come se lei fosse l’intrusa, con tutti gli occhi puntati addosso. Si sente vagamente in trappola.

A tratti si sente proprio soffocare.

C’è il maschilista nichilista che la tratta da idiota solo perchè ha avuto la sfortuna di nascere donna.

C’è l’incazzato perenne che non perde occasione di sottolineare con lo sguardo la sua inadeguatezza.

C’è il sottobosco che bisbiglia perchè lei viene dalla sede e, proprio per questo motivo, non potrà mai essere una di loro.

C’è chi la considera strana.

C’è questa atmosfera generale che la irrita e la inquieta. E non è che le agevoli proprio il lavoro.

In poche parole, la Pestifera si sente l’oggetto di una scommessa: quanto ci vorrà prima che decida di gettare la spugna?

Di solito riesce a dare il meglio di sè quando sfidata. Vediamo se sarà così anche questa volta.

If you can dream – and not make dreams your master;
If you can think – and not make thoughts your aim;
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two impostors just the same;
If you can bear to hear the truth you’ve spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to, broken,
And stoop and build ‘em up with worn-out tools (…)

If (Rudyard Kipling)

 

17 Responses to Questione di feeling

  1. Argh. Sarà un momento, sì? Sarà un momento, vedrai che passerà. Ci vorrà un po’ per ambientarsi, per farteli amici… o per trovare un altro posto? No, dai, speriamo di no!

    • Nega_FinkNottle says:

      Mah, qui le settimane passano e non vedo molti cambiamenti … E’ anche vero che è un periodo iper stressante e quindi forse non c’è la tranquillità giusta per socializzare.
      Speriamo :)

  2. Ciccola says:

    Che brutta situazione… Non posso credere che non li hai ancora conquistati con la tua simpatia! Resisti, non farti abbattere.

  3. Carla says:

    io ho risolto la questione sonno con capsule di valeriana (della arkocapsule) grosse come canotti. ne ingollo due a sera e *trac* crollo morta. ma so che a te la valeriana ciccia. potresti provare col biancospino.
    e invece su come affrontare la mia questione lavorativa è un mistero. cerco lavoro e mi sento persino in colpa. ma le giornate non passano mai e non so come fare…

    per i tuoi colleghi, sei così dolce che appena si apriranno un attimo capiranno chi sei davvero. e che si fottano i container e l’economia mondiale :)
    ti abbraccio

    • Nega_FinkNottle says:

      Che memoria!! Eh sì, purtroppo la valeriana mi fa effetto contrario :-/
      Il biancospino ricordo che mi faceva bene! Ho anche provato delle tisane di Eataly che non sono niente male :)
      Per il resto, sei sempre tanto carina :* speriamo che quando gli animi saranno meno stressati, ci sia modo di integrarsi ;)

      P.s. Mai sentirsi in colpa per cercare un altro lavoro!! ;)

  4. automaticjoy says:

    Non farti abbattere, adesso è dura perché sei arrivata da poco, hai una marea di lavoro da fare e ancora non hai stretto amicizia coi colleghi, ma se è la sfida che vogliono fagli vedere chi sei! E poi sono sicura che appena ti conosceranno meglio ti adoreranno, se avessi una persona esplosiva come te sul posto di lavoro mi farei un sacco di risate e la giornata passerebbe molto più in fretta.

  5. Zion says:

    dopo che i container saranno in qualche modo partiti, cerca di fare breccia con quello ostico del gruppo. Gli altri seguiranno a ruota. Senza essere diversa da quella che sei, perchè come sei va già benissimo.
    Se proprio ti sta antipatico, allora lascia stare…forzarti non ti renderà più felice. Ti abbraccio.

    • Nega_FinkNottle says:

      Pensa che l’ostico del gruppo, dopo aver visto la mia cresta, l’ha fatta anche lui!!
      Ma non si è ammorbidito di una virgola :-|
      Grazie del supporto!!! :*

  6. Acalia says:

    I maschilisti e gli incazzati perenni dovrebbero sprofondare all’Inferno! Con tutti gli altri vedrai che cominciando a conoscerli meglio qualcuno di simpatico dovrebbe saltar fuori ^^

  7. AnnMeri says:

    Resisti! Il periodo buio passerà e quando ci ripenserai, magari riuscirai anche a sorriderne ^^

  8. tieni duro, ce la puoi, ce la DEVI fare!!! Anche io quando sono arrivata qui (ormai 7 anni fa) ero vista con molto “sospetto” (non ti sto neanche a spiegare le ragioni). Fatto sta che, appena mi sono lasciata andare, abbandonando la paura di sbagliare, di non essere all’altezza, di essere giudicata, tutti mi hanno vista per quel che ero. Succederà anche a te!

    • Nega_FinkNottle says:

      Eheheheeh, grazie cara!! :*
      Io ho provato a sciogliermi ma qui gli animi restano granitici. Umpf!
      Ma non demordo! :D

  9. Tiziana says:

    Coraggio cara gli inizi sono per tutti difficili. I tuoi colleghi non sanno che possono diventare a loro volta degli “intrusi”?

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