>Viaggio a Parigi – 3° giorno – Prima parte

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Sigh sigh, purtroppo è già l’alba dell’ultimo giorno a Parigi. Quasi stentiamo a credere ai nostri occhi, ma fuori non piove e sembra che il sole stia per uscire dalle nuvole.
Si prospetta un altra giornata di camminate, cercando di toccare gli ultimi punti che ancora ci mancano, anche se siamo ben coscienti che, avendo il volo alle 18, potremo gironzolare per la città solo fino alle 16.
Desiderio di Lady Piemontesina (ripetuto come un mantra alle orecchiette di Sir Baffetto) è quello di fare una crociera in Bateau Mouche, chè al tempo della gita con la classe aveva dovuto rinunciarci. I nostri due tonicissimi eroi si avventurano quindi all’imbarcadero da dove partono le crociere, ma una sorpresa li attende: il primo viaggio in battello parte alle 10 e loro hanno un anticipo di un’ora e mezza.
Decidono quindi di occupare il tempo spingendosi fino al Louvre, mentre il cielo si apre completamente e spunta un cielo azzurrissimo e un sole meraviglioso. 
 L’intenzione non è quella di visitare il museo, bensì quella di esplorare i dintorni e soffermarsi nella corte dove sorge la nota piramide. E’ nota e arcinota infatti l’avversione di Lady Piemontesina per musei/palazzi/esposizioni che richiedano più di un’ora per essere visitati e che contengano tante piccole didascalie da leggere. Per Madamina Gianduiotto visitare un museo è un po’ come passeggiare sotto i portici di Torino, buttando un occhio ai negozi. Lei non è per la camminata lenta e per le continue soste di fronte ad OGNI SINGOLA vetrina, indugiando con l’occhio calcolatore su prezzi e particolari. No! Lei è della scuola del passo veloce e dell’occhio che lambisce le vetrine, senza mai soffermarsi troppo. Volete vederla morire? Rinchiudetela dentro un museo e costringetela a leggere ogni spiegazione e a guardare ogni opera esposta. Stramazzerà al suolo dopo meno di due ore. O, alternativamente, si arenerà su un divanetto addormentandosi accanto ad un altro essere nelle sue stesse condizioni, così come è capitato al Castello di Osaka. 
Dopo un discreto numero di scatti fotografici più o meno artistici della Piramide 
e della fontana, 
ci aggiriamo tra i negozi della galleria commerciale in cerca di pensierini da portare a parenti ed amici. I risultati non sono soddisfacenti perchè i prezzi sono esorbitanti e c’è ben poco di parigino. Portare qualcosa che è del tutto impersonale e che può essere comprato in qualsiasi altra parte del globo non ci garba e desistiamo momentaneamente dall’impresa, sperando di trovare di meglio a spasso per la città.
Il prossimo obiettivo è il brunch al Queen Anne, piccola e deliziosa sala da the consigliataci da una carissima amica. Si trova in una viuzza piccina a lato del Centre Pompidou e ci arriviamo dopo una luuuuunga camminata in Rue de Rivoli, con piccole soste davanti alla torre di San Giacomo 
e  all’Hotel de Ville, dove troviamo un altro patinoire su ghiaccio all’aperto.   
Noi però di brunch ce ne intendiamo poco e si vede!Arriviamo infatti davanti al Queen Anne alle 11, ma la sala apre a mezzogiorno. Ancora un’ora da riempire prima di rimpinzarci di torte dolci e salate e facciamo rotta verso Notre Dame, con l’intenzione di visitare un po’ meglio i dintorni. 
 E’ però già scattato l’allarme! Facendo il brunch a mezzogiorno, avremo poi tempo di fare anche la crociera sulla Senna? si domanda Lady Piemontesina. L’agognato Bateau Mouche è in pericolo!
Non c’è tempo da perdere e ritorniamo al Queen Anne che finalmente ha aperto e dove troviamo per miracolo un tavolo libero. Il posticino è davvero romantico e il brunch pare decisamente succulento. (Grazie Tania per la dritta!! ;-) )
Ma questo ve lo racconto nella prossima puntata!

 

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